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IL BLOG DI TREKKING ED ESCURSIONI

TETE DE VALPELLINE UN IMPEGNATIVO FINE SETTIMANA ALPINISTICO

Due giorni tra i ghiacci solitari tra Cervino e Monte Bianco nel cuore della Valle d'Aosta

20 07 TeteValpelline smallLa Valpelline, per chi non  la conosce è una lunga e grande valle laterale che da Aosta sale fino al cuore delle Alpi tra Svizzera e Italia. Siamo al centro tra i grandi 4000 ma nello stesso tempo defilati dalle rotte più comuni. Con un bel gruppo capitanati dall'instancabile guida alpina Mauro Mairati questo fine settimana ci siamo cimentati nella salita della Tete de Valpelline.

A questo giro avevamo donne super e uomini duri che senza macchia e senza paura hanno affrontato le difficoltà che sono state un po' al di sopra dello standard. Eh sì perchè le condizioni di una salita alpinistica variano a seconda di come si presenta il terreno. Ma andiamo per ordine! Intanto appena messo piede in quel della Valle d'Aosta non si poteva iniziare la giornata con una colazione in pasticceria. Visto che le previsioni ci dicevano che sarebbe uscito il sole a partire dalla mezza mattina, perchè affrettarci tanto!

Così pieni di brioches e cappucci, raggiungiamo la diga di Place Moulin tra qualche nube, un occhio di cielo azzurro e qualche goccia che ci fa "arredare" da pioggia! Mi basta sfoderare il talismano: la giacca a vento, che mi fa sudare come un Turco nel deserto del Sahara che dopo poco esce il sole!

Così intanto che si cammina e si chiacchiera allegramente iniziamo a raggiungere i piani alti

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La strada è ancora lunga, giri "l'angolo" entri nel vallone del torrente Valpelline, in fondo ma molto in fondo si vede un ghiacciaio enorme il Ghiacciaio Tsa de Tsan e poi sulla destra un puntino sull'unico terrazzino verde di tutta la testata, ecco lì c'è il Rifugio Aosta. Dobbiamo fare circa 800 m di dislivello che con il nuvo sentiero che taglia la ferrata ormai dismessa aumentano a 900. La strada è lunghissima perchè si passa nell'ordine: la lunga strada del lago di Place Moulin, si sale nel Vallone di Buthier de Valpelline e si cammina in piano per qualche chilometro prima di fare il salitone tra detriti, sassi, nevai e chi più ne ha più ne metta prima di mettere il piede al Rifugio Aosta contornato da stelle alpine e genepì bianco!

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Visto che la strada è lunga facciamo qualche pausa

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Rimettere lo zaino è sempre una sofferenza!

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Però la vista verso la nostra cima, lassù tutta rocciosa ma con un cuore di ghiaccio ci da coraggio

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Finalmente Rifugio e finalmente birretta per un piccolo relax e poi cena!

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"Ragazzi domani colazione alle 4.00, quindi sveglia alle 3.30!" mentre lo dico le mascelle cadono a terra, ma se vogliamo raggiungere la cima occorre tempo, siamo in gruppo siamo diverse cordate i tempi si dilatano! Eh meno male!

Sveglia antidiluviana, in poco tempo tutti pronti e reattivi, manco fossimo a naja! Si parte ma qualcuno accusa qualche movimento strano nello stomaco me compreso! Brancoliamo nel buio con il cielo stellato e una buona luna, ma quando vaghi al buio tra le pietraie qualche piccolo errore lo fai. Mi sa che questo sentiero non c'entra una mazza con il nostro percorso. Turna indree che siamo sulla strada sbagliata. Questo è stato il preambolo del "ravanage" che avremo dopo! Il "sentiero" per il colle è praticamente senza segni e con pochissimi ometti, quindi ci vuole attenzione e luce, ma per fortuna quella visto che siamo a Luglio arriva in fretta. Ma è di qui, si c'è un sentiero, ma no però il colle è quello li, ma dove ca... Ok è di la! dobbiamo attraversare il nevaio, tutti con i ramponi!

Ahi Ahi qualcuno inizia ad avere capogiri, ahi ahi, e purtroppo ci si trova a davanti la scelta, proseguire con nausa e capogiri oppure scendere? Eh la decisione è dura, sia per me che per chi si trova nella situazione sgradita del non stare bene. La salita però richiede impegno e attenzione e avere già alla partenza problemi può risultare poco sicuro. Purtroppo la decisione è scendere, quindi elaboro subito la strategia: lascio la pesante corda a un partecipante, per alleggerirmi, scendo con la malcapitata che ha dato solo un arrivederci perchè ovviamente ci riproverà ancora, la riporto al rifugio e velocemente risalgo per raggiungere gli altri, metti i ramponi, togli i ramponi e in meno di venti minuti li riprendo.... mannaggia se quest'anno c'era qualche gara di trail mi sa che facevo qualche bel tempone!

Ora saliamo tra qualche sfasciume, pietraia, traccia di sentiero e i ripidi nevai. L'ultimo molto ripido ci costringe ad avere la massima attenzione. Tutti salgono sicuri e decisi, quelli un po meno sicuri vengono legati e così siamo finalmente alle fatidiche catene. Il sottoscritto impegnato a tene a bada la banda fa poche foto, ma qualcuna l'ho scattata del ravanage!

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Poi finalmente si mette piede sul ghiacciaio! Ci leghiamo e poi via verso la vetta

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Visto che sono tutti di gamba buona, puntiamo lungo la via più diretta, affrontando direttamente l'ampia dorsale della tete de Valpelline. Qui le pendenze sono discrete si arriva a 30° con qualche tratto a 35° non difficili ma che mettono a dura prova i nostri polpacci e le caviglie visto che il rampone ti costringe a movimenti più da tronco di legno!

Saliamo sempre di più e che spettacolo, dietro di noi appaiono il Monte Bianco e il Grand Combin!

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E poi a poche decine di metri dalla cima ecco apparire due bei canini, di quelli da licantropo. No non stiamo avendo delle allucinazioni, ma le cime del Cervino e della Dent d'Herens sono così aguzze ed eleganti che ti emozionano

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Così dopo pochi passi siamo tutti in cima!

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Ci prendiamo una bella pausa, la giornata è semplicemente meravigliosa! scattiamo foto, selfie, video!

Ora però dobbiamo scendere, la discesa è lunga ma soprattutto visti i nevai e i passaggi rocciosi occorre attenzione e tempo. scendiamo dritti per dritti dall'ampia dorsale, affrontiamo la massima pendenza. Qui le donne d'acciaio sono toste e scendono sicure, cavoli se vanno! Arriviamo al colle, dove iniziano le difficoltà, mi metto davanti e inizio a fare strada nel dedalo di rocce, catene e sfasciumi, cerchiamo di stare compatti per evitare scariche di sassi. Poi ecco il primo nevaio, bello ripido! Per affrontarlo in sicurezza, meglio girarsi faccia a monte e scendere piantanto picca e "disarrampicando". La neve ora è più morbida e i ramponi fanno un bel gradino sicuro. Così il primo nevaione è superato. Alcuni seguono Manuela l'aiuto in terza che prosegue nel nevaio. Io preferisco la terra ferma che ora con il sole si è anche ammorbidita. Mauro scende dietro di noi con chi è più insicuro. Ci raggruppiamo sotto. Altro sfasciume e secondo nevaio. Meno ripido ma meglio sempre affrontarlo con tre punti di appoggio sicuri, come si dice "tres is mej che two!"

Così rimettiamo piede sul sentiero e finalmente pasta asciutta al rifugio. L'abbiamo divorata come se fossimo a digiuno da giorni!

Pile ricaricate tutti pronti e via che si scende alle auto. Eh si una parola, ci aspetta una luuuuuuunga discesa! Morale siamo arrivati alle auto all'orario della pizza, la birra la berremo un'altra volta. Stanchi ma felici e così mi sembra sia stato.

Bravi tutti davvero, brave soprattutto le donne del gruppo perchè veramente dure e grazie a Manuela che ci ha supportato e ovviamente grazie a Mauro perchè altrimenti non saremmo potuti salire fin lassù! Ora una bella foto di gruppo in vetta!

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