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IL BLOG DI TREKKING ED ESCURSIONI

TOUR DEL MONTE CONFINALE TRA SOLE E NUOVOLE

Trekking Monte Confinale Stelvio

Un bel gruppo, ambiente stupendo, bel tempo per metà ma la cima sarà per la prossima

Il nostro trekking sul Monte Confinale nel Parco Nazionale dello Stelvio viene riassunto così con un sottotitolo che la dice tutta. Partiamo da Milano e con gli altri partecipanti lungo la strada, il traffico di fine agosto ci scombussola gli orari tanto che il sottoscritto dribblando i vacanzieri con la guida rilassata riesce a contenere il ritardo di 15 minuti all'appuntamento con la jeep! Purtroppo non mi risparmio lo shampoo dell'autista della jeep che a sua volta gli ho scombussolato i piani. Per fortuna siamo riusciti a salire tutti altrimenti ci sarebbe costato una zuppa infinita sulla strada della Val Zebrù con 9 km di strada poderale, polverosa al sole del mezzogiorno!

Così dopo le corse forsennate riusciamo a raggrupparci per un briefing iniziale, con le consuete presentazioni, lo spiegone iniziale del dove siamo e cosa facciamo, dove andiamo e speriamo che il meteo ci salvi!

Il sole oggi è a picco e la giornata meravigliosa e il gruppo sale baldanzoso anche se il viaggio e il sole del mezzogiorno taglia le gambe

Val zebru

Qualcuno boccheggia, altri vogliono salire per mangiare, chi è già con lo spritz in testa e chi sta pensando al domani. Ci prendiamo qualche pausa, il sentiero che sale al Rifugio Quinto Alpini è molto facile e tranquillo nonostante sia piuttosto pietroso. Molte persone scendono a valle, noi con le nostre zavorre sulle spalle saliamo e finalmente siamo al rifugio.

Rifugio Quinto Alpini

Ora pausa pranzo, ma prima veniamo istruiti sulle istruzioni dell'uso del Rifugio: poca acqua quindi usiamola con parsimonia, no scarponi, corrente a spizzichi e bocconi, zero segnale telefonico (che bello!), ma le torte sono li ad aspettare, la birra pure e ci aggiungiamo anche lo spritz!

Il gruppo è piuttosto eterogeneo, abbiamo: le tre allegre ragazze, le veteran, il veteran, l'amante dei bagni freddi al lago, la sommelier degli spritz, la maestra di yoga e la se non c'è una ferrata non mi diverto. Insomma i presupposti per una buona compagnia ce l'abbiamo e subito dopo le birre vengo corrotto con uno spritz mentre altri avventori del rifugio si intrattengono con noi con corali canti allietati dalla modernità della cassa bluetooth!... mannaggia ma non c'era segnale?!

Prima di cena ci facciamo un giro nei pressi del rifugio e andiamo ad ammirare e toccare con mano il ghiacciaio dello Zebrù dove qualche piccolo crollo di seracco si avverte, d'altronde sono le cinque del pomeriggio ed è normale che il ghiaccio faccia qualche rumore sinistro.

La serata passa tranquilla e allegra, daltronde siamo qui anche per divertirci mica solo per camminare!

Nottata tranquilla e l'indomani, driiin, sveglia che il cielo è azzurro e la Val Zebrù ci attende! L'aria è bella frizzante, direi fredda, finalmente le temperature sono scese e l'aria fine dell'alta montagna ci regala il cielo terso.

Noi partiamo subito e ci attende prima una piccola discesa dove la presenza di qualche stambecco ci allieta la mattinata

Stambecchi

Loro se ne stanno tranquilli in equilibrio sulle rocce mentre noi fatichiamo a stare in piedi, incredibile la loro evoluzione... ma lo stesso penseranno loro, che ne dite?

Intanto raggiungiamo il lungo traverso e siamo finalmente al sole dove posso dare sfogo al racconto della Val Zebrù con la sua leggenda e la sua storia più veritiera oltre alla splendida natura che in questa valle è davvero unica. Siamo in due ben distinte zone rocciose, nel bel mezzo di una faglia e dove i contrasti sono spettacolari.

Passo Zebrù

Ora ci tocca risalire e dopo il lungo e panoramico traverso abbiamo nell'ordine un canalino roccioso, un bel traverso e infine la risalita finale al passo. Qui occorre rallentare un pochino, la salita è ripida e mentre salgo mi ricordo dei racconti dell'Abate Stoppani che descrive questo passaggio come impervio tra lingue di ghiaccio e neve in una giornata tempestosa... altri tempi! quando questo passo era coperto da piccoli ghiacciai e quando lo Zebrù aveva il suo bel paretone di ghiaccio.... a proposito lo sapete che mi è venuto il magone appena raggiunto il passo?! A distanza di pochissimi anni ho visto il Gran Zebrù completamente secco, senza più la sua bella parete di ghiaccio e neve. E' irriconoscibile e vivere questa esperienza fa capire la drammaticità ambientale degli ultimi anni, la stiamo davvero sottovalutando!

Gran Zebrù senza neve

Al passo la pausa fotografica è d'obbligo e abbiamo il tempo di tirare il fiato e io posso illustrare cime e natura. Poi giù a capofitto al Rifugio Pizzini per la pausa pranzo!

Si chiacchiera, si fanno progetti, chissà perchè la birra e il panino schiariscono le idee, mah non l'ho mai capita, fatto sta che è quasi ora di rimettersi in cammino anche perchè il cielo si ingrigisce e il sottoscritto è in ansia per le previsioni aggiornate del giorno dopo dove è prevista la salita alla cima del Confinale.

Intanto raggiungiamo il confortevole rifugio albergo dei Forni, qui rispetto al rifugio abbiamo qualche comodità in più, in primis la doccia, in secondis lo spritz e possiamo così fare il confronto con la sommelier degli spritz.

Intanto il sottoscritto si aggancia al wi-fi e si mette allo studio delle previsioni che sentienziano una cosa sola: giornata instabile. Cosa significa? Nulla che non lo sanno neanche loro, può piovere già dal mattino, può non piovere, può uscire il sole per qualche ora o può piovere tutto il giorno, oppure può fare temporali! Quindi cosa facciamo domani? Non lo so, quando ci svegliamo vediamo.

Intanto arriva un gruppetto intenzionato a salire la cima, io decido per una colazione non troppo tardi e nemmeno troppo presto viste le previsioni, ma poi visto che il gruppetto fa colazione antidiluviana, aprofitto anch'io per anticipare di almeno una mezz'ora. Siamo in 10 e non sembra ma i tempi si allungano.

Intanto ci godiamo una buona cena con tanto di bis di malfatti e sul finire il buon amaro per digerire.

Al mattino driiin suona la sveglia, esco subito a scrutare il cielo ed è nebbioso, ma si intravede del cielo azzurro. Il meteo parla di temporali già nel primo pomeriggio il che fa presupporre che se vogliamo salire è meglio non perdere tempo. Colazione e tutti pronti, saliamo tutti e poi chi non vuole fare la cima può stare al lago. Il sottoscritto nel frattempo scruta l'orizzonte e lo vede piuttosto scuro, troppo scuro. Saliamo verso il lago e le nebbie tornano ad avvolgerci, l'azzurro sparisce e l'aria si alza. Ecco i segnali che la giornata non è da sottovalutare: Afa al primo mattino, nubi che arrivano dalla valle, cielo grigio. Intanto saliamo e qualche goccia di pioggia tenta di scappare. Raggiungo il lago e siamo nella nebbia totale. Preparo il discorso: "Ragazzie e ragazzi, la giornata non mi convince, ce la potremmo fare, magari resta così tutto il giorno ma sinceramente salire su sfasciumi e rocce con il rischio che se dovesse arrivare un temporale non è cosa. Poi resta il fatto che arriviamo in cima ed è probabile che riusciremo a vedere a malapena le nostre mani" La mia decisione è di non salire, se fossimo su sentieri più bassi saremmo più tranquilli ma qui in mezzo a pietre con terreno difficile da gestire se dobbiamo correre, direi che non è la cosa giusta. Forse sono un fifone, ma le chiappe a casa le ho sempre portate e la montagna si può rimandare...

Lago Manzina

Il gruppo vedo che capisce e nessuno pensa il contrario allora il piano B? Scendiamo ai forni e se il tempo regge saliamo al Rifugio Branca così vediamo anche l'altra parte della valle e nel contempo facciamo un bel giro dove nel caso di un temporale non siamo proprio nel nulla!

Quindi vai di pizzoccheri al Branca ammirando quello che riusciamo del ghiacciaio tra la Cadini e la San Matteo. Intanto il Confinale rimane sempre nelle nubi se non per qualche decina di minuti che si è lasciato intravedere... decisione più che saggia!

Ora rimane il ritorno e il recupero delle auto, mentre le ragazze si allietano di foto assieme a Confortola il noto alpinista della Valfurva che si trovava nei pressi del Rifugio Forni.

Morale è stato un bel giro, peccato per il meteo dell'ultimo giorno, salire la cima sarebbe stata la ciliegina sulla torta ma guardiamo il lato positivo, abbiamo goduto di splendidi panorami, siamo stati bene e ci siamo divertiti e queste sono le cose fondamentali di una vacanza.

Bravissimi tutti e arrivederci alla prossima avventura!

Gruppo al giro del confinale

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