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IL BLOG DI TREKKING ED ESCURSIONI

PUNTA GNIFETTI E CAPANNA MARGHERITA AL TOP

Monte Rosa Punta Gnifetti

Ascensione sul Monte Rosa in una giornata meravigliosa

Quando programmi di salire su una delle cime più alte del Monte Rosa alla famosa Capanna Margherita speri sempre nel bel tempo. Questo fine settimana siamo ampiamente stati premiati da un meteo a dir poco perfetto. Quale migliore ricordo nella propria vita una ascensione simile, non tanto per la difficoltà in sè o per aver superato i 4000 m, ma semplicemente perchè il Monte Rosa lo vediamo spesso all'orizzonte, maestoso e invitante. E' una montagna che richiama sempre molti alpinisti ed escursionisti che vogliono raggiungere questo obbiettivo quasi sacro.

Ebbene il gruppetto di questa splendida escursione in alta quota ha avuto il grande privilegio di salire questa montagna in condizioni ottime, in un ambiente sublime che si speri duri ancora molto viste le anomalie climatiche.

Il primo giorno è sempre il momento dell'avvicinamento. Dopo il ritrovo con tutti ad Alagna, si fa un bel check materiale, proviamo i ramponi così da essere sicuri che tutto sia a posto.

Poi ticket alla funivia e via che si prende quota tra i verdi pascoli valsesiani che via via lasciano il posto alle rocce fino a sbucare a Indren regno incontrastato di ghiacci. Ahimè lo spettacolo è un pizzico disarmante perchè non c'è più traccia di neve, solo il ghiaccio vivo e grigio sormontato da detriti e diversi corsi d'acqua di fusione. Il caldo anomalo unito alla siccità che da Dicembre 2021 sta investendo il nord italia è evidente a questa quota.

Proseguiamo lungo il sentiero che ci porta al Rifugio Mantova con calma cercando di conservare le energie per il giorno dopo e soprattutto per abituarci gradualmente alla quota.

Eccoci a 3450 m mentre le consuete nubi si addensano sul versante valsesiano del Monte Rosa mentre noi siamo al sole e sopra di noi il cielo azzurro viene interrotto dal bianco dei ghiacciai. Per fortuna qualche giorno prima una nevicata di circa 20 cm ha reso tutta la via di salita meno ghiacciata e quindi più facile. Unica vera attenzione sono i crepacci che con il caldo e la scarsità di neve invernale sono da tenere ben sotto controllo.

Nel pomeriggio diamo qualche ragguaglio, facciamo prove di cordata e qualche istruzione su come ci si comporta sul ghiacciaio e in cordata. Le regole sono poche e semplici: corda sempre tesa, massima attenzione ai compagni di cordata, quando si attraversano ponti di neve sopra i crepacci corda tesa e pronti a fermare una eventuale caduta, si controlla sia il compagno di fronte a noi ma anche quello dietro di noi. Andare in cordata ci vuole la massima cura e condivisione e soprattutto ci vuole sempre prudenza. Fermarsi solo nei posti che la guida consiglia, evitare di sostare sotto seracchi, ecc...

Poi arriva sera, arriva la cena, grappino della buona notte e via a nanna prestissimo perchè la sveglia è prestissimo del prestissimo!

Driiin ore 3.45 svegliaaaaa dai che qui se no tiriamo l'alba!

Fatta colazione pronti partenza e via, ci avviciniamo al ghiacciaio, ci "ramponiamo", ci leghiamo e Capitan Mauro ci conduce sul ghiacciaio che all'alba a quel non so che di meraviglioso.

Alba rifugio Gnifetti

Sullo sfondo appare il Gran Paradiso, il Monte Bianco e lontano l'inconfondibile sagoma del Monviso.

Iniziamo la prima vera rampa glaciale dribblando diversi crepacci, i ponti di neve paiono belli resistenti e sicuri, ma il ghiaccio è sempre una materia effimera quindi non va mai sottovalutato. Procediamo con attenzione evitando di fare troppe soste in questo primo tratto fortemente tormentato dallo scioglimento dei ghiacci.

Cerchiamo di salire con passo lento e regolare e anche se a volte si sente il bisogno di sostare qui è meglio non farlo. Così tra un dai che siamo a 3900, dai che siamo a 4000 dai che siamo a 4100, finalmente raggiungiamo il colle del Lys a 4.200 m. Qui siamo in un punto privo di crepacci e possiamo concederci una bella pausa, per fare foto, chiacchierare e riprendere fiato bevendo.

Colle del Lys

Il morale della truppa è alto, qualcuno accusa affaticamento ma qui siamo a quote dove per chi arriva dalla pianura non sono proprio così facili. Siamo comunque nei tempi anche se le guide sembrano dei capistazione svizzeri che guardano affannosamente l'orologio per vedere il timing della giornata.

Sono sempre dell'idea che se si fa alpinismo ci sono delle tempistiche e delle situazioni che vanno gestite con rigore. Fa caldo anche se qui siamo imbaccuccati come degli eschimesi dobbiamo considerare che il ghiacciaio va lasciato stare dalle 12.00 in poi, quindi a quell'ora dobbiamo essere di ritorno al rifugio con la birra in mano punto!

Dal Colle del Lys fino in cima la situazione è più bella dal punto di vista dei crepacci, c'è solo un passaggio dove occorre la massima attenzione ma per ora il ponte di neve è solido anche se stretto e sotto non si vede la fine del crepaccio! Noi procediamo a ritmo costante, qualcuno accusa stanchezza e deve fermarsi ogni tanto, cerchiamo di non fare troppe pause ma quando il fiato è corto è corto ed è plausibile.

Crepacci monte rosa

Però si cerca di dare conforto e coraggio e con qualche strattone di corda raggiungiamo il tratto finale, la cima è poco sopra di noi sulla quale svetta la Capanna Margherita. Raccogliamo le ultime energie e dopo una breve pausa affrontiamo il tratto più ripido. Qui ci vuole attenzione, passi corti, ramponi ben piantati e con calma si affrontano gli ultimi 50 m e finalmente cima!

Quando lo sguardo supera la crestina sommitale l'emozione è forte: di fronte a noi si aprono tutte le valli sotto i nostri piedi e in fondo tutta la pianura padana, qua e là sotto di noi cumuletti di nuvole, sembra di volare ed è emozionante guardare quanto è grande questa montagna e quanto alti siamo noi!

Panorama Monte Rosa

Ora si entra al Rifugio Margherita, ci beviamo un bel the caldo e dopo le foto di rito all'interno del rifugio più alto d'Europa iniziamo la nostra discesa.

Superiamo il primo tratto ripido e poi siamo su pendenze dolci e seguendo fedelmente il percorso di andata ritorniamo a valle. Qui ora visto il rapido aumentare della temperatura è meglio porre maggiore attenzione ma possiamo constatare strada facendo che la situazione dei ponti di neve è ancora ottima e la discesa è tranquilla, va da se che occorre sempre tenere alta la concentrazione.

Nel mentre vediamo altre cordate salire, l'orario è decisamente tardo per affrontare con le giuste cautele questa montagna ed inoltre vediamo anche le solite persone che lo affrontano in solitaria senza nessuna assicurazione. Le domande sono tante, le risposte poche!

Noi nel frattempo raggiungiamo il Rifugio Mantova giusto per pranzo, il tempo di sistemarci, mangiucchiare qualcosa e poi scendiamo alla funivia e a valle concludendo la nostra meravigliosa giornata.

Bravi tutti e complimenti per aver partecipato a questa bella salita, spero che il ricordo di questa giornata sia indelebile.

Capanna Margherita

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