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IL BLOG DI TREKKING ED ESCURSIONI

TREKKING FIORITO ALL'ISOLA D'ELBA

Gruppo escursionistico elba

Escursioni tra fioriture panorami e tanta allegria

Riassumere quattro giorni di trekking di gruppo all'Isola d'Elba è difficile quando le cose da raccontare sono tante. Innanzitutto il meteo ha dato alla guida filo da torcere! Le previsioni per le nostre giornate di escursionismo non erano delle migliori, ma nemmeno delle peggiori. La variabilità come dice la parola stessa è variabile e alla fine le decisioni non le riesci a prendere nemmeno alla sera prima.

Quindi la regola di questo trekking nella splendida isola dell'arcipelago toscano è stata del: Quando ci svegliamo al mattino verrà decisa l'escursione!

Questo trekking di gruppo parte da Milano ma i milanesi non sono poi così tanti perchè abbiamo dei piemontesi del novarese, dei liguri, una pavesina ed infine milanesi di varie provenienze cittadine e provinciali.

Ora che siamo tutti radunati davanti al traghetto con le macchine stipate di zaini e borsoni entriamo nella bocca della balena azzurra disegnata sul nostro traghetto mentre le ultime goccie di pioggia bagnano una plumbea Piombino.

Noi siamo contenti lo stesso perchè le previsioni alla partenza annunciano solo qualche disturbo pomeridiano nei giorni a seguire e siamo tutti felici che sarà così.... ma .....

Cominciamo dal primo giorno, rotto il ghiaccio tra i vari escursionisti del gruppo siamo già sull'auto sputati fuori dalla bocca della balena azzurra in direzione Capo d'Enfola. La giornata è ancora parzialmente uggiosa ma volge al bello quindi possiamo mettere piede a terra e iniziare la nostra escursione sul bel promontorio del Capo tra fortificazioni militari, scogliere e panorami sulle vicine isole.

Capo Enfola escursione

Le escursioniste liguri tentano di cercare nell'orizzonte la loro Genova ma ahimè oggi non la si vede. Suvvia, oh bischere, la vostra terra sta tutta bagnata dalla pioggia, nun se vede oggi! però l'Isola di Capraia è in bella vista all'orizzonte e se scrutiamo bene nella foschia dell'orizzonte si intravede anche il dito della corsica che punta dritto verso Chiavari come dire "La stanno l'Italiani".

Noi ci facciamo il giro intorno al capo d'Enfola ammirando le scogliere e scoprendo la natura singolare della gariga, mentre tra il folto della vegetazione si nascondono i fortini militari che da secoli difendono le terre italiche da tutti gli attacchi. Su questo capo hanno iniziato gli Etruschi, poi sono arrivati i Greci e i Romani con il loro S.P.Q.R., poi i vari signorotti feudali tali Pisani contro i Genovesi che hanno cercato in tutti i modi di metterla sotto la luce della sua lanterna, per poi passare di mano a quel Bonaparte di Napoleone che qui è stato accolto come un Dio ed infine divenne italiana tra le due guerre anche se protende verso la Corsica. Pensa quante ne ha passate questa isoletta!

Sul finire della giornata raggiungiamo il nostro alberghetto dove ci aspetta una ottima cena a base di pesce... vuoi non mangiare pesce qui! Ma il gruppo oggi ha il palato fine che va dalla pasta in bianco al niente fritto con poco sale, senza cipolla, il pesce non lo digerisco, la patata solo bollente e il tiramisù mi tira giù mentre il sottoscritto divora ogni cosa come se stesse morendo di fame dopo mesi di carestia! Ovviamente il sottoscritto ironizza, non sia mai che gli interessati me ne vogliano.

Nanna presto vista la levatacccia e domani che si fa? Dunque il meteo è variabile, meglio al mattino, peggio al pomeriggio con la costante di una giornata dal forte vento, ma visto che la giornata migliore dovrebbe essere quella successiva mettiamo in atto il piano B.

Svegliaaaaa! Colazione, buona e discretamente fornita ad eccezzione del caffè che sembra quello estratto dai semi del faggio assieme alla più amara delle genziane e dal latte dal sapore di Yak. Va beh ci rifacciamo al bar... leggermente meglio ma sempre strano... sarà mica la miscela isolana?

Ci portiamo con le macchine alla partenza del sentiero e dopo aver cercato un posto al sicuro da multe scellerate ci incamminiamo. Il crinale dove dobbiamo salire è completamente avvolto dalle nubi, ma le dannatissime previsioni ci dicevano altro. Va beh si aprirà prima o poi, si sa mai che la solita botta di quel posto che appoggiamo per sederci arrivi proprio in concomitanza della cima.

Saliamo nel bel bosco con la vegetazione rigogliosissima mentre il sottoscritto spara nomi di piante e fiori come se non ci fosse un domani. E' davvero una meraviglia, tante erbe commestibili e tanta fioritura. Intanto verso mare il panorama è bello

Escursione portoferraio

Noi saliamo sempre di più e si dice che: "chi più in alto sale, più lontano vede" noi più saliamo e più siamo nella nebbia, così la prima cima ce la godiamo con il vento che ci prende a sberle, la nebbia della valpadana che è venuta qui in vacanza e la pioggia all'inglese portata dal vento

Foto in cima al Monte Castello

Tento di salire il crinale per raggiungere la seconda cima, ma appena raggiungo un bivio decido per la variante in corso d'opera, stiamo giù dal crinale e sul versante sottovento. La montagna ci protegge e il bosco ci ripara e noi puntiamo dritti al bel Castello del Volterrario dove finalmente ci concediamo la pausa pranzo appiccicati alle pareti del castello per ripararci dal vento mentre sotto di noi possiamo ammirare una discreta parte di mare

Volterraio sentiero

Visto che non è tardi,visto che siamo qui per scoprire l'isola, stabilito che abbiamo le auto a disposizione, si decreta che il pomeriggio lo passiamo per raggiungere il Lago delle Conche, la giunta delibera lo svolgimento della giornata e dopo tornanti e tornantini con strada panoramica ci rimettiamo in marcia sulla strada costellata di sassi ricoperti di ematite. Aggiungendo chilometri e dislivello conquistiamo il rosso laghetto delle conche

Lago delle Conche trekking

Dopo questa giornata il gruppo ha le pile scariche ed è ora di tornare all'ovile per un sano relax e una cena in compagnia prima di sprofondare tra le braccia di Morfeo. Ma domani? cosa facciamo? il meteo? saliamo in cima? Risposta: dormiamoci sopra perchè è ancora tutto variabile, nella mia testa c'è il piano C con il piano D e forse il piano G... ah no quello era il posto auto sul traghetto!

Il buongiorno si vede dal mattino, da una parte il cielo è azzurro, ma dall'altra dove dobbiamo andare noi non si riesce a scorgere ma pare più nuvoloso.

Dopo la colazione e dopo aver saltato a piè pari il caffè ci mettiamo sulle auto in direzione Monte Capanne. Ci è bastata fare la prima curva con l'auto per mettere in atto il piano C del piano B! Oggi il Capanne sta alle nubi come la valpadana sta alla nebbia! Quindi meglio stare bassi e sul mare dove dovrebbe essere meglio. Così giriamo la macchina e ci dirigiamo a Fetovaia dove faremo un bel percorso nella macchia mediterranea a caccia di Caprili e tombe etrusche mentre di fronte a noi il panorama sul mare e sull'Isola di Montecristo ci farà compagnia tutto il giorno

Piana delle Sughere Fetovaia

Ma c'è di più, visto che il tempo pare alla fine tenere, nel senso che non piove, ci concediamo la traversata a Seccheto così ci facciamo pure un giro più completo e scopriamo un simpatico bar gestito da una simpatica donna Rumenotedesca che ci prepara delle buone bevande alla frutta mentre il sottoscritto dopo la sua birra post escursione parte come un razzo correndo a tutta birra sulla provinciale elbana per recuperare l'auto a Fetovaia.... quando una guida oltra a essere guida è anche un trail runner trova sempre il modo per correre nella giornata!

oggi direi che può bastare il nostro zingarare per l'isola, meglio riposare! Ma il Monte Capanne? Eh lui è rimasto sempre nelle nubi e non si è scoperto fino a sera dopo il temporale, ma noi ci siamo concessi un tardo pomeriggio in spiaggia, con il sole uscito all'improvviso nel golfo di Procchio concedendoci una vista spettacolare sul mare e sulla sabbia dorata.... Immancabile la pucciata di piedi in mare.

Cena con albergo imballato di escursionisti, intenti a sparare l'ultima cartuccia prima del rientro dal semi lungo ponte. Per il giorno successivo è finalmente previsto bel tempo, caldo e con solo una leggera brezza. Decido di salire al Monte Capanne ma avviso il gruppo che sarà una giornata dai tempi molto tirati, una classica escursione in modalità "testa bassa e pedalare".

Agitazione da parte del sottoscritto con i nervi testi perchè perdere il traghetto il 25 Aprile significa stare una notte in più! quindi con precisione e imposizione militare conduco i miei guerrieri verso la vetta.

salita al Monte Capanne

La maggior parte del gruppo vorrebbe tentare di salire per il più impegnativo sentiero attrezzato, quindi fatti i vari scongiuri divido il gruppo in due parti, chi affronta il classico sentiero che porta in vetta in maniera più comoda e il resto della ciurma con me sulla cresta rocciosa. Morale che lungo il percorso vediamo un paio di Mufloni mentre i sassi ballerini del sentiero ci anticipano che qui il carattere è decisamente alpino. Così i miei prodi escursionisti si cimentano in una salita al limite della gara di trail e come gatti si arrampicano sulle lisce placche granitiche del monte Capanne

sentiero attrezzato monte capanne

Tutti in cima e tutti ad ammirare finalmente l'Isola d'Elba nella sua interezza dal punto più alto, circondati dall'azzurro del mare con il verde brillante sotto i nostri piedi. Un vero spettacolo!

L'orologio però corre e noi non ci possiamo purtroppo concedere quella gloria in tranquillità, scendiamo veloci, qualcuno opta per la cestovia mentre noi scendiamo dal sentiero con un occhio all'orologio.

Tutto molto tirato come tempi, ma ci siamo e riusciamo ad arrivare all'imbarco appena in tempo. Finalmente il sottoscritto si riesce a rilassare, ora ci vuole un caffè!

Tutto è andato bene, come un giocoliere sono riuscito a salvare tutte le giornate evitando di stare nella nebbia, cercando di far godere quella bellezza sfuggita al meteo capriccioso. Devo dire di essere soddisfatto perchè tutti gli sforzi messi in campo per rendere le giornate piacevoli sono state premiate dalla felicità e da un bel gruppo che si è divertito. Ora possiamo tornare a casa con un bel ricordo dribblando la coda grazie all'aiuto della preziosa segretaria dallo smartphone superconnesso. Bravi tutti davvero!

gruppo trekking milano isola elba

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