LE BRUME, I COLORI E I PIZZOCCHERI DELLA VALLE DEI RATTI

Un’escursione nebbiosa e carica di atmosfere autunnali con finale in rifugio

Frasnedo 8002Quando le previsioni sono incerte mettono sempre molta indecisione tra i partecipanti. Posso immaginare il disagio di una brutta giornata: umidità, zero panorama, giornata dal sapore monotono, freddo. Spesso cerco di persuadere le persone perché anche le giornate uggiose, se vissute all’aperto, possono essere belle ed interessanti.

Questa domenica siamo andati in Valle dei Ratti, una piccola valletta laterale tra il Lago di Como e la Valchiavenna.

L’escursione prevista non aveva importanti dislivelli e distanze quindi si presta anche nel caso di tempo uggioso e poi il meteo andava verso un lento miglioramento che ci garantiva di camminare asciutti per buona parte della giornata.


Raggiungiamo Verceia, dove facciamo tappa al bar della cooperativa per una lauta colazione e per pagare il pedaggio della strada di accesso alla Valle dei Ratti. Notiamo che purtroppo questa strada negli ultimi anni è arrivata ancora più in alto, togliendo in parte la selvaticità di questa valle nota per essere accessibile solo a piedi. Non sono contrario al progresso e ad alcune comodità, ma credo che esistano alternative meno impattanti di una strada.
Lasciata l’auto al termine della strada, saliamo in direzione dei binari del Tracciolino, una piccola decauville di servizio alla diga; visto che la strada ci ha quasi dimezzato il dislivello, decido per una variante più lunga che passa per la diga della Moledana e sale in parte lungo il versante opposto meno frequentato. La diga di tipo ad “arco” è molto bella ed anche l’ambiente circostante è molto carino; Nonostante le nubi sopra di noi il luogo rimane suggestivo. Attraversata la diga veniamo accolti da un piccolo gregge di capre che ci circondano incuriosite dalla nostra presenza. I colori autunnali con le nebbie e le nubi spiccano maggiormente e colorano il bosco rendendolo molto affascinante. Il sentiero prosegue per Moledana e poi, passando sopra un ponticello, ci riporta sulla destra orografica della valle e con una ripida salita ci permette di raggiungere Frasnedo.

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Poco sotto l’abitato facciamo l’incontro con una simpatica salamandra che “mette fuori il naso” solo nelle giornate piovose e umide, questo è uno dei motivi per il quale vale la pena fare escursioni in questi contesti. Le nubi iniziano a salire lasciando spazio a più ampie vedute e occasionalmente, lasciano passare qualche timido raggio di sole che illumina porzioni di montagna con i faggi ingialliti che donano immagini suggestive.
Allungo il percorso per salire ancora più in alto per visitare alcuni alpeggi in alta valle da dove si gode una ottima vista su Frasnedo; purtroppo le cime restano perlopiù scoperte, ma ogni tanto il Ligoncio fa la sua comparsa tra le nebbie mostrandoci già la sua veste invernale.
Ritornati a Frasnedo entriamo in rifugio attirati dalla “Pizzoccherata” che risulta essere abbondante e ottima e che ci scalda della giornata umidiccia. Soddisfatti dal nostro pranzo e dalla chiaccherata con i vicini di tavolo, scendiamo a valle. Un piccolo errore di percorso, “mea culpa”, ci porta fuori rotta ma me ne sono accorto quasi subito, saranno stati i pizzoccheri ed il vino?
Ritornati sui nostri passi scendiamo verso le auto con il sole che finalmente inizia a splendere ed in compagnia di enormi castagni.
Giornata allegra, interessante e gustosa. Un grazie ai due angeli che hanno partecipato a questa escursione: Alessandra e Gabriella.

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