Alpe Veglia dal sentiero che scende dal Lago d'Avino

Quando si raggiunge San Domenico la vista viene subito rapita dalle sue ripide praterie e dai bellissimi boschi di Larice, ma il bello deve ancora venire! Per poter raggiungere un ambiente fantastico fatto di praterie montane sormontate da cime rocciose dall'aspetto maestoso ed elegante bisogna salire all'Alpe Veglia. Qui veniamo accolti da un ambiente sensazionale dove il verde è il colore che domina la scena.


L'alpe Veglia è un enorme pianoro alluvionale creato dalla forte azione dei ghiacci nel periodo del Quaternario. Qui troviamo una diversità mineralogica importante con rocce che spaziano dalla dolomia al calcare e al gneiss. La vegetazione è lussureggiante e si trovano diversi boschi di Larice con la tipica associazione Larice Rododendro e mirtillo.
L'escursione di due giorni all'interno del parco permette di vedere ed apprezzare quanto la natura è preziosa e unica nel suo genere. Dalle forme delle montagne, alla vegetazione e alle specie animali che popolano questi luoghi si può solo pensare che abbiamo un patrimonio naturalistico da preservare e da mantenere, non solo all'interno dei confini di un parco naturale, ma anche nell'aiuola della più caotica città!
Partiti da san Domenico, il primo giorno abbiamo raggiunto il Passo del Croso passando per l'incantevole Alpe Valleé e poi percorrendo il ripidissimo sentiero all'interno di un enorme ontaneto che risale un canalone portandoci all'alto ripiano sottostante il passo. Qui ora per percorso più agevole e ampio si giunge al passo. Da questo punto siamo nel pieno delle lande di alta quota con delle praterie alpine bellissime dove si vede l'elegante cima del Monte Leone e il suo versante sud-orientale tuffarsi nelle azzurre acque del lago d'Avino. Una breve sosta aspettando che il temporale si sposti altrove per scendere all'Alpe Veglia non prima soffermandoci ad ammirare le marmitte dei giganti create dal torrente.
Arrivati alla piana del Veglia il meritato riposo, con un panorama che non ha eguali, uno delle più belle conche delle alpi, un vero monumento della natura.Il piano di StalaregnoIl giorno successivo si parte per vedere e percorrere le praterie più occidentali del Veglia raggiungendo il passo di Valtendra, da dove si ha una vista eccezionale sulla bellissima Valle Bondolero e sul monte Cistella, oggi coperto dalle nuvole. Dal passo si torna verso San Domenico passando per altre fantastiche praterie e zone di torbiera ed in ultimo percorrendo in discesa il ripido versante sud delle torri del Veglia con praterie costellate da enormi Centaurea Rapontiche, gigli di San Giovanni e Giglio di Monte (Paradisea liliastrum) assieme ad altri bellissimi fiori tipici dei pascoli e dei prati montano alpini. Mentre scendiamo il Monte Leone ci sorveglia nascosto tra le nuvole, senza mai concedersi pienamente alla nostra vista.
La giornata termina con i piedi fumanti per i tanti chilometri percorsi, le spalle affaticate per il peso dello zaino, ma la mente piena di immagini stupende e di natura che ci ha ricaricati per affrontare nuovamente un'altra settimana.

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