L'ALPE VEGLIA ED IL LAGO BIANCO

Una scorpacciata di panorami e ambienti straordinari

BiancoVegliaRed 6423L’estate 2015 ci sta regalando delle belle giornate, con meteo generalmente stabile ma purtroppo afoso. Così anche questa domenica siamo riusciti a compiere la nostra escursione godendo di condizioni climatiche ottimali.

Il giorno precedente una veloce perturbazione ha abbassato le temperature, creando quel mix ottimale per rendere la giornata piacevole e fresca.


Come sempre partiamo di buon mattino dalla Pianura Padana per raggiungere il piccolo abitato di San Domenico posto alla testata della Val Cairasca. C’è molta gente nei parcheggi e tra il trasbordo delle due auto nei rispettivi punti di partenza e arrivo della nostra escursione e la lunga attesa per la seggiovia, riusciamo a partire per la nostra escursione verso le 10.45, molto tardi! Ma non ci scoraggiamo ed iniziamo a camminare lungo il “sentiero balcone” che conduce all’Alpe Veglia. Questo tratto è molto suggestivo soprattutto per la sua bellezza, per il verde delle ripide praterie alpine e per l’eleganza del Monte Leone che, come spesso accade, è coperto da una nuvola che ne impedisce la vista della sua vetta. L’umore è alto, aiutato molto dal luogo e dal meteo e in poco più di un’ora di cammino raggiungiamo l’area di torbiera nelle praterie sovrastanti l’alpe. Ci concediamo una sosta mentre accenno qualche notizia naturalistica sulle torbiere e sulla loro importanza. Le poche precipitazioni di questa estate le hanno rese un po’ secche, ma è sempre affascinante vedere questi luoghi così particolari e delicati, qui gioca un equilibrio fondamentale fatto di temperatura, apporto idrico ed esposizione.BiancoVegliaRed 6448Visti i tempi ristretti non sostiamo molto e ci incamminiamo verso il Lago Bianco che da qui dista ancora un’ora e mezza abbondante di cammino.

Lasciato l’ambiente di torbiera saliamo di quota ed una volta entrati nel vallone sottostante la punta dell’Hillehorn (Punta Mottiscia) e del Helsenhorn, ci troviamo in una zona più magra composta da praterie e zone detritiche, mentre sopra di noi fanno bella mostra le stupende creste rocciose che chiudono questo suggestivo vallone. Ci concediamo un’altra piccola sosta per bere un pochino di acqua all’unica fontanella presente in tutto il tragitto. E’ quasi l’una del pomeriggio e mancano ancora circa 50 minuti di cammino. Vedo però che nessuno ha miraggi di panini volanti e quindi possiamo sopportare questo breve digiuno fino alla meta, visto che occorre camminare ancora in salita e dopo pranzo questo non sarebbe molto “digeribile”.

Ci mettiamo di impegno e in circa un’ora arriviamo finalmente al Lago Bianco dove ci possiamo rifocillare e riposare ammirando il grazioso specchio d’acqua. Intorno a noi girano un po’ di nubi ma non sembrano minacciose, purtroppo il protagonista indiscusso del Veglia, il Monte Leone, rimane sempre coperto da una grossa nube. Noi per questo non ci lamentiamo più di tanto perché comunque l’ambiente è straordinario.

Veloce “pennichella” e poi, dopo la foto di gruppo di rito, iniziamo la nostra discesa. Vista l’ora tarda non ci fermiamo al bel Rifugio Arona, ma non rinunciamo all’acquisto del buon formaggio d’alpeggio prima di scendere a valle.

La discesa lungo la poderale è, come per tutte le poderali, noiosetta! Non amo percorrerle e cerco sempre di evitarle nelle mie escursioni, ma questa volta non era possibile. Arriviamo finalmente alla macchina, purtroppo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma l’importante è che ci siamo divertiti, abbiamo goduto di una giornata stupenda e dei colori che solo la sera può offrire e che abbiamo accresciuto il nostro desiderio di conoscenza dell’ambiente montano.
Complimenti a tutti i partecipanti: Massimo, Marco, Alessandra, Gabriella e Cristina.

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