PASSO DEL FORNALINO UN OTTIMO RIPIEGO

La natura aspra e affascinante della Valle Antrona

FornalinoRed 6358Due giorni di trekking tra la Valle Antrona e La Val Bognanco saltata a causa del meteo previsto piuttosto instabile. La beffa è stata che al Venerdì le previsioni erano cambiate completamente, ma ormai i giochi erano fatti.

Il ripiego è stato su un percorso poco frequentato nel periodo estivo della Valle Antrona, il Passo del Fornalino. Questo panoramico passo lo si raggiunge percorrendo un ampio vallone dove sovente pascolano le vacche, dove qui possono godere dell’ottima erba fresca.

Dopo aver raggiunto Cheggio in Alta Valle Antrona, iniziamo la nostra escursione. Incontro qualche piccola difficoltà a raggiungere l’attacco del sentiero a causa delle recinzioni dei pascoli e della vegetazione che in questa zona abbonda, ma dopo pochi minuti siamo sulla retta via. Il sentiero è una vaga traccia nella prateria che spesso si perde rendendo il luogo più selvaggio e naturale. In questi luoghi la montagna è poco addomesticata rendendola più vera e intrigante dove nulla è scontato.


Lungo il percorso troviamo dei pastori che, vedendoci in pantaloncini corti, ci avvisano che la zona è “frequentata” dalle vipere. Per non alimentare inutili preoccupazioni verso questi tanto odiati animali, spiego qualche cosa sulle abitudini delle vipere e racconto di alcuni incontri che ho avuto. Ogni volta che si parla di rettili si finisce per dire: “speriamo di non incontrarne proprio oggi!” Non facciamo appunto in tempo a dire la fatidica frase che mentre cammino mi trovo all’improvviso un piccolo Orbettino (Anguis fragilis) sotto il mio piede che, mentre faccio un balzo per non schiacciarlo, mi sale sullo scarpone scappando come una saetta! L’orbettino è molto spesso considerato un serpente, ma di fatto anche se la forma è del tutto uguale appartiene al sotto ordine delle Lucertole. Come tutte le zone poco frequentate la probabilità di incontrare serpenti e simili è più alta che nelle zone frequentate dagli uomini.
La giornata non è ancora bella meteorologicamente, ci sono spesso grosse nubi che avvolgono le montagne e a circa metà salita ci raggiungono lasciandoci nella nebbia. Il meteo prevedeva instabilità ma con tendenza a migliorare, quindi proseguiamo fiduciosi che nel breve le nubi si diradino.FornalinoRed 6374Gli ultimi 300 metri di dislivello sono i più faticosi, perche in prossimità del passo la pendenza aumenta notevolmente ed il sentiero rimane sempre accidentato e a volte poco visibile. Nulla di difficile, ma occorre salire con passo regolare per non bruciare le energie. Nel frattempo le nubi lasciano intravedere qualche spazio azzurro e scorci di panorama, che rendono il luogo più affascinante e misterioso. Mi piace questa zona perché ancora autentica e la stessa sensazione l’ho percepita negli sguardi interessati di tutto il gruppo.
Affrontiamo l’ultimo tratto ripido ed eccoci al passo, dove finalmente volgiamo lo sguardo verso la Val Bognanco meno coperta dalle nubi e da dove possiamo scorgere parte della valle. Al passo ci concediamo la pausa, dove sgranocchiamo qualcosa prima di affrontare la lunga discesa che ci riporta a Cheggio. Come da previsioni le nubi iniziano a diradarsi e nella discesa ci possiamo gustare il panorama verso la zona dell’Andolla e dei laghi di Antrona.
Al ritorno, restando in tema di striscianti, troviamo una povera vipera uccisa da qualcuno con un sasso. La poveretta la ritroviamo ferita a morte con il sasso ancora sopra di lei. Non amo questi animali, sono sincero, ma non mi permetterei mai di ucciderli solo perché impressionano. La vipera se lasciata in pace non gli passa nemmeno nell’anticamera del cervello di attaccare.
Come sempre il gruppo è stato in formissima e simpatico

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