TREKKING IN ALTA VALGRANDE

Una escursione ad anello tra praterie, boschi, camosci e ghiri nel Parco Nazionale Valgrande

TrekValgrVald Red 5853Dopo un trekking in Valgrande annullato lo scorso autunno causa maltempo, finalmente questa estate riusciamo a farlo partire. Il meteo previsto era decisamente buono, con temperature calde ma senza eccessi e con una leggera brezza.

Il ritrovo con tutti i partecipanti è a Malesco dove ci concediamo una lauta colazione prima di dirigerci in Val Loana e iniziare il nostro piccolo trekking.

Raggiunti i parcheggi in alta valle ci prepariamo a camminare. Siamo un bel gruppetto di sei persone desiderose di vedere i luoghi dove la natura ha ripreso i suoi spazi rendendo questi luoghi selvaggi. Ora si utilizza un termine anglofono per definire tutto ciò: wilderness.


Percorriamo la lunga e verdissima Valle del Basso dove si trovano diversi alpeggi sparsi e abbarbicati sui ripidi pendii di queste montagne. Qui la natura si è risvegliata già da un pezzo e mentre camminiamo ci accompagnano i campanacci di mucche e capre al pascolo, mentre un elicottero ci ronza in testa trasportando materiali per la ristrutturazione del rifugio che si trova più in quota.

Durante la salita facciamo diverse pause per riprendere fiato e per godere delle bellezza di questa valle, tanto abbiamo una giornata intera davanti a noi. Raggiungiamo l’alpe Bondolo ai piedi della Bocchetta di Vald dove ci fermiamo per una lunga sosta in riva al torrente. Il cammino è stato fino ad ora lunghetto e conviene fare una bella sosta prima di affrontare l’ultimo strappo che ci porta alla bocchetta. Siamo in un bellissimo anfiteatro roccioso dove gli unici punti di accesso comodi sono le bocchette di Vald e di Cavalla e il lungo sentiero della Val Basso. Qui si nota bene l’erosione glaciale seppur di piccola entità.TrekValgrVald Red 5870
Riprendiamo il cammino così raggiungiamo la bocchetta dove sostiamo per il nostro pranzo circondati da bellissime montagne con la visione della Valgrande in tutta la sua incredibile natura aspra e selvaggia. Ci riposiamo per circa un’ora per poi scendere all’alpeggio di Vald. Parte del gruppo è un po’ provato dal percorso e raggiungere In La Piana occorre camminare per circa un’ora e mezza abbondante con sali-scendi che in queste condizioni potrebbero diventare di più e poco piacevoli. Il bivacco ci ha lasciati meravigliati per la sua atmosfera accogliente e intima, così decidiamo di fermarci qui per la notte. La scusa è stata buona per passare una notte nella “casa” in cui Gianfry, definito da tanti l’eremita della Valgrande, ha vissuto per molte estati in armonia con la natura. Per me è stato emozionante, sia perché sono sempre stato affascinato dal suo stile di vita e sia per come ha mantenuto e arricchito questo bivacco. Un vero e proprio gioiello dove si percepisce una straordinaria sensazione di “casa”.

Siamo circondati da camosci che sembrano non aver tanto timore di noi, anche se sono sempre pronti a scappare ad ogni nostro improvviso movimento pur restando nei paragi. Mi emoziona vedere la meraviglia negli occhi di chi tra i partecipanti non ha mai vissuto questi bellissimi incontri.

Alla sera dopo varie difficoltà nel far partire la stufa a causa del vento che riportava il fumo all’interno, siamo riusciti a preparaci un buon, o quasi, piatto di pasta accompagnato da ottimo formaggio e salume di Cravegna portati da Christian. Dopo cena tra una chiacchera e l’altra ci viene a visitare un simpatico ghiro che si mette a correre tra i muri e le travi del bivacco. Sarà venuto a darci la buona notte o a cercare gli avanzi della cena?
TrekValgrVald Red 5926Dormire in Valgrande è appagante! Qui si sentono e si vedono solo gli uccelli cantare, i camosci correre per le praterie montane, i rapaci perlustrare il territorio dall’alto del cielo, qualche vipera timida scappare non appena ci avviciniamo e i ghiri muoversi allegramente nel bivacco mostrandosi per pochi attimi ai nostri occhi. Non si sentono telefonini, automobili, gente che urla, gente che corre. Qui sembra che il mondo abbia un’altra dimensione, quella reale e naturale! Tutto scorre armoniosamente lento.

Il giorno successivo ci svegliamo presto, il percorso che ci attende è lungo. Dopo colazione puliamo e sistemiamo il bivacco e ci incamminiamo per raggiungere l’Alpe In La piana. Il percorso è con diversi sali-scendi, guadi e attraversamenti di ruscelli messi in sicurezza da catene. Nulla di difficile ed esposto in condizioni normali, ma rendono il percorso più impegnativo di una semplice camminata.
Raggiunta In La Piana, ci concediamo una pausa dove racconto qualche storia sui boscaioli di queste valli. Nel frattempo notiamo all’interno di uno dei bivacchi alcune bottiglie vuote. L’inciviltà ed il menefreghismo è sempre in voga! È una moda che non passa! Non capisco perché la gente si porti la bottiglia piena per poi lasciarla vuota in bivacco senza riportarli a valle per smaltirla.
Noi ci facciamo prendere dal buon senso e ci facciamo carico dei rifiuti altrui riportandoli a valle!

Riprendiamo il cammino lungo la faggeta della Val Portaiola, il percorso è un po’ monotono lo ammetto, ma passiamo alcuni punti carini come una bella cascata ricoperta da muschio dal colore verde brillante. Dopo l’Alpe Boschelli siamo fuori dal bosco e passiamo per una bellissima cascata con una pozza d’acqua molto invitante al bagno. Ci fermiamo a fare qualche foto e a rinfrescarci prima di affrontare la salita verso l’Alpe Scaredi, punto culminante della salita.

Siamo tutti un po’ provati dal percorso e dai dislivelli, ma il luogo appagante ci fa accantonare questa sensazione ed una volta giunti all’Alpe Scaredi ci concediamo il meritato pranzo in orario quasi da merenda! Il cielo si è un po’ coperto e tira un po’ di aria fresca, mentre il gruppetto si appisola su un comodo masso io mi concedo una pausa fotografica tra le torbiere di scaredi.

Qualche nuvolone si addensa sul versante opposto della Valgrande non sembra minaccioso, ma è sempre meglio iniziare la discesa per non rischiare di prendere qualche improvviso acquazzone tipico di queste zone.TrekValgrVald Red 6013
Dopo poco più di un’ora e mezza di cammino giungiamo nella piana delle cascine in Val Loana concludendo così questi due giorni, isolati dalla modernità e circondati dalla semplice meraviglia della natura.

Faccio i miei più grandi complimenti ai partecipanti di questa gita per aver tenuto duro durante questo faticoso trekking. Uno speciale saluto va a Fiorella che ha messo a dura prova il suo fisico un po’ provato dalla inattività delle ultime settimane causa un piccolo intervento: Sei una donna forte e soprattutto paziente e determinata. Una grande soddisfazione vedere gli occhi carichi di emozione di Yasin e Marco nel vedere così tanti animali nel loro bellissimo mondo. E’ sempre un piacere ascoltare i progressi di Christian che sta intraprendendo il lungo e difficile percorso per diventare allevatore e agricoltore di montagna. Ringrazio Manuela per avermi dato una mano a gestire le piccole cose di questi due meravigliosi giorni.
Arrivederci al prossimo trekking.

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