UNA ALLEGRA COMBRICCOLA IN VAL PORCELLIZZO

Fiori, pareti vertiginose, luoghi idilliaci. L’antipasto per una scorpacciata di panorami e allegria.

PorcellizzoRed 5777Questa volta siamo usciti dai confini piemontesi e siamo andati in Valtellina e più precisamente in Valmasino.

Questa valle, orientata da nord a sud, tocca i confini con la vicina Val Bregaglia in Svizzera. Sulla sua testata si ergono maestose importanti cime come il Pizzo Badile ed il Monte Disgrazia.

Questa piccola porzione di alpi è chiamata Masino-Bregaglia ed è costituita da granito, roccia di origine vulcanica che ha subito un raffreddamento più rapido e superficiale rispetto ad altri tipi di roccia.


Con il gruppo di questa domenica siamo partiti dalla pianura padana con una giornata dal meteo incerto, a tratti piovoso per arrivare in Valmasino con una giornata limpida e serena; le previsioni davano una elevata instabilità pomeridiana con un alto rischio di temporali e pertanto è stato necessario salire tenendo sotto controllo l’evoluzione delle nubi durante la giornata.

Dopo il rituale della colazione al bar, parte della giornata che non viene mai trascurata, ci dirigiamo con le auto ai Bagni di Masino dove inizia il nostro percorso. Faccio una breve introduzione sul luogo e sulla storia alpinistica di questa valle che tra il 1968 e i primi anni 70 ha visto nascere una sorta di movimento alternativo in linea con le rivoluzioni che stavano avvenendo in quegli anni. Mi piace riportare questa serie di estratti dal libro di Enrico Camanni intitolato “Nuovi Mattini” che racchiude in sé il significato di questa piccola “rivoluzione alpinistica”:PorcellizzoRed 5794
Per ragioni storiche e sociali la ribellione si è manifestata sulla linea Torino-Milano-Sondrio e si è espressa sulle pareti inesplorate della Valle dell’Orco e della Val di Mello, vicino alle città industriali. Dove era scoppiata la contestazione studentesca nacque anche la contestazione alpinistica. Inoltre ci fu una seconda ragione di ordine estetico e filosofico, perché lo gneiss del Gran Paradiso e il ghiandone del Masino riverberavano l’immagine granitica delle Big Wall californiane, le gesta degli arrampicatori hippies, la vita in parete, il sogno americano….. Ivan Guerini, più di tutti, fece esperimenti di armonia in Val di Mello, oziando nella sua baita, giocando sui massi, tuffandosi nel torrente, facendo all’amore, scalando le cascate e inventandosi le estati sulla pietra. Non più le frenetiche corse dei fine settimana, le nevrotiche ascensioni per aggiungere una tacca al curriculum alpinistico, i ritorni stravolti in autostrada. Nel progetto dei Sassisti l’arrampicata era la vita e la vita era l’arrampicata, senza forzature, né fratture, né compromessi: << Una sciarpa di seta e un cielo rosso con le nuvole verdi e i pesci blu.>> E’ finalmente pace con l’Alpe, dichiararono quelli di Bismantova

Dopo questa breve pausa storico-filosofico-culturale, ci incamminiamo lungo il sentiero boscoso dove tra il caldo umido di questo inizio Giugno e la ripida salita, ci fa subito dimenticare ogni filosofia discussa prima concentrandoci a salire. Passiamo prima vicino alla bellissima cascata del torrente Porcellizzo e poi, risalendo ancora per circa 150 metri, raggiungiamo dapprima lo stretto passaggio sotto le rocce chiamato Termopoli e poi le prime baite. Qui inizia a farsi spazio il panorama verso le vicine valli Merdarola e Oro. Intorno alle piccole baite si estende un tappeto di Romice Alpino detto anche Rabarbaro Alpino. 

PorcellizzoRed 5804Riprendiamo il cammino e dopo un ultimo tratto piuttosto ripido usciamo nelle praterie montane dell’Alta Val Porcellizzo, qui iniziamo a vedere il Pizzo Badile e la corona di cime di questa valle stupenda. La stanchezza nelle gambe inizia a farsi sentire e tra una foto, il riconoscimento di un fiore e qualche chiacchiera raggiungiamo finalmente la Casera Porcellizzo. Questo punto della valle è per me il più spettacolare: Il torrente che scorre vigoroso con sopra un piccolo ponticello, balze di roccia e prati fioriti, e più in alto nevai perenni sormontati da eleganti cime di granito. Mentre in alto, sulle cime di granito, gli antichi ghiacciai non sono riusciti a modellarle, in basso le bellissime praterie sono state profondamente arrotondate dalla lenta e costante erosione.

La giornata è ancora ottima, la temperatura perfetta e ci sistemiamo sull’enorme roccia nei pressi del ponte sul torrente Porcellizzo. Facciamo pausa pranzo e ci godiamo il sole e la bellezza di questo luogo.

Purtroppo una grossa nube a cumulo si sta formando sul versante opposto della valle e vista l’alta probabilità di temporali, ci prepariamo a scendere. Inizialmente, per la “gioia” di qualcuno camminiamo frettolosamente in quanto la nuvola diventa sempre più grande e nera, poi quella che sembrava essere una nuvola da “fine del mondo” per fortuna si trasforma in una innocua nuvola grigia che non scarica nemmeno una goccia d’acqua. Ormai quasi certi che non pioverà scendiamo con più calma godendoci il bosco.

Arrivati alle auto ci dirigiamo a San Marino per chiudere la giornata davanti ad un buon bicchiere di birra fresca.
Complimenti a tutti i partecipanti per la loro simpatia: Massimo, Marco, Matteo, Alessandra, Adriano e Angelo.

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