LA TETE DE COU E LA SUA MULATTIERA

Tre intrepide ragazze sulle tracce dei partigiani

TeteCou-1832La gita di oggi era prevista al Lago di Villa in Valle d'Aosta, ma sapendo che questa domenica c'erano tre brave escursioniste dal buon passo, mi sono detto: "perchè fare una gita breve, quando si può dare di più?" Con la famosa canzone in testa, ho cercato velocemente di pensare ad un giro alternativo restando sempre nella stessa zona, ma che fosse più gratificante panoramicamente ed un pochino più "sportivo".

Siamo andati a Machaby luogo prediletto dai climbers o per dirla nella nostra lingua, dagli arrampicatori. Noi non siamo andati ad arrampicare ovviamente, ma siamo saliti alla Tête de Cou percorrendo la strada militare di Machaby. Purtroppo non ho considerato il fatto che essendo fine Novembre, questo lato della montagna è sempre in ombra, ma per fortuna la giornata non era fredda e non ne abbiamo sofferto più di tanto. La mulattiera di Machaby è una vera e propria opera dell'uomo, una strada dalla pendenza regolare che compie un dislivello di 800 m fino al villaggio di La Cou. L'esigenza di arrivare in questo punto con una strada era dettata dal fatto che si poteva avere una visuale ed una portata di tiro sia verso Verres e Montjovet e sia verso Ivrea e quindi la pianura. Da questo punto si poteva controllare e prevenire un eventuale attacco nemico, di conseguenza avere una strada che permettesse il trasporto degli armamenti era necessaria. Noi non dovevamo prevenire o contrastare nessun attacco, anzi volevamo godere del bel panorama che si può ammirare dalla cima della Tête de Cou.

Dopo una lauta colazione a Pont Saint Martin saliamo con l'auto fino al parcheggio alto del Santuario, dove ci attende subito la bella mulattiera. Nella prima parte il lastricato è ben visibile e curato, mentre nella parte finale e superiore è ormai diventato quasi un sentiero. Passiamo prima il Santuario della Madonna delle Nevi con il suo verde sagrato e i dipinti della via crucis nel retro, poi salendo ancora qualche decina di metri ci troviamo al forte di Machaby ora diventato un bell'Ostello e agriturismo. La mulattiera prosegue in un bel bosco di castagni, dove a volte troviamo esemplari secolari che mostrano i segni del loro glorioso passato al servizio della selvicoltura. Il Castagno era l'albero dei montanari, che garantiva loro scorte di cibo per quasi sei mesi all'anno.TeteCou-1849

L'ombra ci perseguita e la mulattiera essendo costante risulta un po' monotona, ma per fortuna lungo il cammino troviamo diversi spunti per leggere e conoscere la storia di questi luoghi. Primi tra tutti i resti delle piccole fortificazioni militari ed i cippi della mulattiera che silenziosi ci raccontano di un passato fatto di fatiche e guerre. Dopo quasi due ore di cammino eccoci giungere a La Cou dove un pallido sole ci attende per toglierci l'umidiccio del bosco. Ammiriamo il panorama e vista l'ora, raggiungiamo la cima per trovare un posto comodo per consumare il nostro meritato pranzo. Seduti in pieno relax sul prato ingiallito dall'autunno vediamo che alcuni esemplari di genziana resistono all'imminente arrivo dell'inverno e ci regalano ancora un po' di colore estivo. In cima, oltre ai fiori, abbiamo trovato qualche persona giunta dal versante opposto, ma fortunatamente non viviamo l'affollamento e ci permette di godere a pieno la natura e la pace di queste montagne.

Inizia a tirare un po' d'aria e ci incamminiamo per la discesa, che avviene per lo stesso percorso, purtroppo nemmeno al ritorno abbiamo avuto il piacere di incontrare animali, ma si sa che non sempre è possibile, sarà per la prossima escursione. La conclusione della giornata è al bar a Pont Saint Martin, per un buon drink insieme prima di fare ritorno a casa.

Grazie e complimenti a: Alessandra, Antonella e Silvia per aver partecipato a questa gita "modificata"

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