MAMMA ENEL IN VALLE ANTRONA

Escursione in Valle Antrona, tra laghi, dighe, natura meravigliosa e luoghi idilliaci.

CinginoCSecco-0766Il titolo sembra più un meeting della nota società elettrica piuttosto che una escursione in montagna, eppure è stata una bella sgambata di oltre 1000 metri di dislivello e con un discreto sviluppo.

L’escursione in programma era il solo raggiungimento del bacino di Cingino per vedere gli stambecchi equilibristi e per godere delle bellezze di questa valle tanto selvaggia quanto bella. Ma quando gli escursionisti sono in forma e di buona gamba, perché non allungare il piacere di percorrere i sentieri di questa bella valle?! Così è stato! Ecco il racconto della bella giornata.


La mattinata ad Antronapiana è bella, frizzante e con cielo terso, mi ritrovo con Alberto in piazza e dopo un buon caffè, saliamo alla diga di Campliccioli per iniziare il nostro percorso. Alla partenza costeggiamo il lago sul versante est, dove corrono ancora oggi i binari della piccola Decauville al servizio della costruzione delle dighe. Percorrendo questo tratto balza subito alla nostra mente il grande lavoro che è stato fatto a quei tempi, con mezzi molto più rudimentali e con una grande maestria.

La giornata è stupenda ed una volta usciti dal bosco ci troviamo al pianoro dell’Alpe Casaravera con la splendida visione della testata della Val Troncone abbellita dalla presenza delle cascate dell’Alpe Lombraoro che rendono la vista sensazionale. Stiamo percorrendo un tratto della famosa strada antronesca, una delle più importanti vie di comunicazioni storiche tra l'Ossola e quindi il versante sud alpino ed il Vallese con il versante nord alpino. Il sentiero fino a qui è un lungo avvicinamento alla salita vera e propria che inizia poco dopo.

CinginoCSecco-0767
Difatti eccoci al duro colpo per le nostre ginocchia, la salita al Cingino è un bel sentiero largo e comodo, ma abbastanza ripido che in circa 1h 30 m ci fa giungere dapprima al bellissimo bivacco Cingino e poi alla famosa diga degli stambecchi. Siamo pronti con le nostre macchine fotografiche: “ma dove sono gli stambecchi? Strano è anche l’ora di pranzo!!!” “va beh cominciamo a pranzare anche noi che poi vediamo.” Mentre siamo seduti su un masso ecco arrivare l’unico stambecco della giornata che compie timidamente qualche piccolo exploit. Abbiamo pensato che essendo Settembre con la stagione estiva al termine, siano andati in ferie anche loro!! Sono una guida escursionistica e non dovrei dire queste cose! La verità è che normalmente si prodigano a cercare cibo al mattino presto o nel tardo pomeriggio. Durante il giorno sono più alla ricerca dell’ombra o del riposo. A mezzogiorno ovviamente si sono tutti, o quasi defilati!

Alberto ha un buon passo ed un ottima resistenza, quindi lancio la proposta indecente: “perché non facciamo un bel giro ad anello?” “Abbiamo gambe, il tempo è decente a parte un po’ di nubi di calore e poi ci sarebbe una traversata che non ho mai fatto nemmeno io” La risposta è stata subito accolta con un bel sì perché no! Allora abbiamo accorciato la nostra pausa pranzo e ci siamo rimessi in cammino verso il famoso tunnel della condotta. Si tratta di una vera e propria galleria, stretta ed angusta, che per 2 chilometri permette il passaggio del grosso tubo verso l’impianto idrico di Camposecco, nella valletta opposta. Questa galleria è illuminata a tempo, ma occorre avere le torce per sicurezza e se vogliamo proprio fare i pignoli anche il caschetto, ma basta non alzare troppo la testa! Questo tratto fa anche parte della famosa GTA (grande traversata delle Alpi) ed è ben segnata.
CinginoCSecco-0774Eccoci dentro la galleria, occorre un paio di minuti per abituare gli occhi alla poca luce e poter vedere dove mettere i piedi e poi via per due chilometri dentro il ventre della Punta della Rossa. La sensazione è strana il silenzio, nei pochi minuti in cui sto zitto, è surreale nonostante non eravamo gli unici all’interno.

La sensazione più bella è quando si esce dal tunnel, si avverte una sensazione di rinascita siamo di nuovo venuti al mondo. Peccato le nubi, si sono addensate di più sulle cime e ci hanno precluso un po’ la vista, ma si sa che questa è una della caratteristiche della Valle Antrona. Ora ci troviamo a percorrere un sentiero costituito da una condotta interrata. Opere dell’uomo che hanno ormai trovato una simbiosi con l’ambiente circostante rendendo questo luogo particolare. Anche qui correvano i binari della Decauville che dalla Diga di Camposecco scendevano fino alla teleferica che poi si collegava ai binari della linea percorsa al mattino. Un opera straordinaria diventata ormai parte della montagna, come un bel tatuaggio sulla pelle.
Con un discreto traverso ascendente ed una ripida salita finale, ci troviamo alla diga di Camposecco, ora non resta che scendere lungo il ripido sentiero che ci porterà fino al bacino di Campliccioli.

Una bella giornata, luoghi molto interessanti dal punto di vista naturalistico e storico. Luoghi che l’uomo ha modellato per produrre energia con l’aiuto della forza dell’acqua. Per alcuni potrebbe risultare uno scempio, ma alla fine se vogliamo l’elettricità in qualche modo la si deve produrre.

C’è modo e modo, di utilizzare e modellare la natura. Se si adottano determinati criteri, per esempio costruendo le strutture utilizzando i materiali locali per minimizzare il cemento e cercando di non alterare l’acqua e i suoi ecosistemi, si raggiunge sicuramente un buon compromesso.

er la cronaca, i 950 m di dislivello sono diventati 1.370 m ed i chilometri sono stati circa 17, una bella sgambata improvvisata e ben goduta. I miei complimenti vanno ad Alberto per la sua bravura, simpatia e per avermi sopportato per circa 8 ore.

CinginoCSecco-0760

Guarda il fotoalbum completo su Google+

e-max.it: your social media marketing partner

Associato a:

 

GeaVcoLogo 80