VAL POGALLO

Un giorno di ordinaria Valgrande

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La definirei così l’escursione che è avvenuta il 25 Aprile in Valgrande. Il ritrovo è stato spostato a Verbania per passare a prendere Annarita che arriva con il traghetto dalla sponda Lombarda del Lago Maggiore. Siamo puntualissimi e sincronizzati con il traghetto che arriva nel momento che parcheggiamo, mi son detto, questo è un buon segno e oggi non prenderemo acqua! Le previsioni non sono perfette, qualche nuvoletta gira allegramente sopra le nostre teste e non sappiamo bene se hanno intenzioni bellicose. Inoltre le zone della Valgrande sono notoriamente piovose, quindi se la matematica non è una opinione… lascio a voi il resto! Oggi comunque mi ritengo fortunato, sono beato tra le donne!

Mentre percorriamo con l’auto la stretta e tortuosa strada che ci conduce a Cicogna, inizia a piovere. La cosa non mi preoccupa più di tanto, visto che le previsioni dicevano che era coperto ma senza pioggia. Entriamo al Circolo di Cicogna e ci concediamo un buon caffè ed una fetta di torta per avere le energie sufficienti a partire di slancio, lasciando fuori la pioggia fare il suo dovere e smettere quando saremmo usciti. Così è stato e allegramente ci siamo incamminati lungo la mulattiera che ci conduce all’Alpe Pra. Già dai primi passi si può assaporare il carattere duro della Valgrande, ma in grado di regalare angoli naturali incredibili. Usciti dal bosco ci dirigiamo verso i ruderi sottostanti al Rifugio degli Alpini dove si trova un interessante masso coppellato con una vista eccezionale sul Lago Maggiore. Chissà quali riti si svolgevano in questo angolo remoto delle Alpi. Sui massi coppellati sono ancora in corso molti studi e non se ne conosce ancora l’esatto significato, ci sono molte teorie. Dopo le tante supposizioni e teorie personali, saliamo all’Alpino e dopo una breve pausa ripartiamo verso la spaccatura nella roccia. Questo è un confine naturale che ci fa entrare nel meraviglioso e selvaggio mondo della Valgrande. Da qui inizia il vero isolamento!14 04 25 ValgrandePogallo-11

Passiamo in traverso nel bosco rado di faggi per poi arrivare alla più panoramica e ampia Alpe Leciuri. Si apre il panorama verso una bella fetta di Valgrande fatta di fitti boschi di faggio, una meraviglia della natura. Peccato la giornata un po’ cupa che ha creato una luce spenta, ma per fortuna senza togliere la vista delle montagne circostanti. Facciamo conoscenza con due donne, sono mamma e figlia Finlandesi che si stanno facendo una vacanza attiva, girovagando per sentieri.

Riprendiamo il nostro cammino, così raggiungiamo Pogallo per pranzare sui suoi bellissimi prati ricchi di fiori. Il percorso procede ora in discesa passando per bellissimi boschi, ruscelli accompagnati dai rumori della natura. E’ una goduria e Barbara, Annarita e Manuela sembrano apprezzare molto tutto questo. Quando le persone apprezzano il luoghi che porto a visitare, mi gratifica molto!

Qualche piccola sosta ogni tanto e in circa un’ora di cammino arriviamo a Pogallo, dove finalmente ci svacchiamo sul bel prato davanti alla Casa Sutermeister, sede della antica società di legname Valgrandina.

Dopo la consueta pausa e una mezza pennichella, riprendiamo la via del ritorno passando per il bel sentiero che costeggia il Rio Pogallo. Prima di tuffarci nelle gole scavate dal Rio Pogallo, non possiamo evitare di pensare alle pagine tristi di questa valle. La giornata scelta per percorrere questi sentieri non è stata scelta a caso, perché il 25 Aprile è la festa della liberazione. In queste montagne sono avvenuti tra più tristi ma anche tra più gloriosi eventi della seconda guerra mondiale ed era doveroso ricordarli in una giornata come questa. Riprendiamo il cammino ed entriamo in un altro mondo, quello delle gole e delle acque limpide della Valgrande, un percorso suggestivo che non offre panorami, ma un ambiente di acque e rocce fantastico.

Come in ogni escursione, c’è il degno finale con birra e torta! Non può mancare come il caffè della mattina, sono dei riti pagani, uno propiziatorio per la giornata e l’altro di buon auspicio e di amicizia per il futuro.

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