LA VIA DEL SALE LOMBARDO - PIEMONTESE

La vera fatica del viandante!

ViadelSale Fontanabuona

Direi che il sottotitolo per questo trekking è appropriato! Tante sensazioni in 4 giorni di puro cammino, dove la fatica quella vera si mischia all'allegria, alla natura con i suoi fenomeni atmosferici e le sue bellezze e ai forti rapporti che si creano tra le persone in queste situazioni.

Iniziamo da capo! Il Lunedì vado di consultazioni meteo e da li inizia il vero calvario della guida! altro che Shakespeare in "Essere o non essere", qui si dice "e adess sa fem" come dicono a Milano! Le previsioni davano brutto ad oltranza: Giovedì discreto, Venerdì improponibile, Sabato brutto, domenica discreto. L'esperienza insegna che occorre aspettare sempre l'ultimo bollettino per prendere una decisione, ma purtroppo la macchina organizzativa deve essere avviata per tempo! Cerco di attivare la mia testolina per cercare intanto una soluzione pratica che salvi il trekking. Nei giorni a seguire le previsioni diventano più ottimistiche:

1° Maggio: Decente, e si può fare!
2 Maggio: Se ami fare una doccia sotto fulmini e saette su una cresta appenninica per circa 8 - 9 ore di fila, allora è il tuo giorno! Ma noi amiamo la vita ed il sole, quindi...
3 Maggio: Incerto, ma se sei ottimista ci puoi provare!
4 Maggio: Solino! direi che un bel giro me lo farei!
Facendo la media e pensando positivo, sarei partito determinato ma ahimè esiste un codice deontologico e una coscienza verso le povere ragazze che mi hanno dato fiducia in questo viaggio. Quindi lancio due proposte alternative: Una prima un po' comoda con auto per i primi due giorni ed una seconda con annullamento delle prime due tappe facendo solo metà percorso. Alle votazioni, vince la seconda!

Venerdì nella tarda mattinata si parte con l'auto alla volta di Torriglia, sotto una pioggia battente che ci accompagna per tutto il viaggio in auto. Mentre guidavo lanciavo qualche occhiata al cielo ed alle cime delle colline e mi immaginavo le scene apocalittiche che avremmo vissuto lassù. L'umore è comunque alto e come sempre la determinazione porta a qualche risultato, il meteo per i due giorni a seguire è decisamente migliore!

Arriviamo a Torriglia e andiamo subito al Rifugio dove veniamo accolti dai simpatici e gentilissimi proprietari. Prima di prendere posto ci facciamo indicare una trattoria dove poter mangiare, la fame si fa sentire. Andiamo in una piccola locanda, di quelle come un tempo dove non ti servono il piatto con tante guarnizioni e poca sostanza, ma al contrario abbondanza condita con tanta bontà. Lo stato di carica delle batterie è al massimo. Il conto grazie! beh qui direi che anche quello è come un tempo: onesto e sincero. Contenti usciamo dalla trattoria e finalmente smette di pio

ViadelSale Usciovere consentendoci di fare quattro passi a visitare le rovine del Castello dei Fieschi di Torriglia ed ovviamente ad acquistare ed assaggiare i famosi Canestrelli. Tornati al rifugio una buona tisana, una visita ai cavalli del centro e un po' di relax prima di cena che è seguita con ottimi piatti in compagnia dei gestori. Accoglienza familiare straordinaria ed eccellente, gatti e riccio compresi!

Sabato, si inizia finalmente a camminare, qualche nuvola scura gira ancora, ma tira un po' di vento che in teoria dovrebbe spazzarle definitivamente. Inizialmente si cammina su asfalto per un discreto tratto, poi superata una galleria si imbocca una stradina che ci porta finalmente al sentiero. Con un discreto tratto in salita in un bel bosco raggiungiamo la cima del Monte Lavagnola. La pausa è d'obbligo sia per le foto che per l'invitante panchina posta sull'ampia cima. Davanti a noi una teoria di colline con i piccoli paesi aggrappati ai loro fianchi, in fondo si vede lontano il mare ed ancora più lontane si intravedono ancora parzialmente coperte dalle nuovole le cime delle Alpi Marittime. Questa è anche una buona notizia perchè significa che finalmente sta arrivando il bel tempo. Ripartiamo perchè le soste purtroppo devono essere poche e brevi, abbiamo davanti a noi un cammino lungo fatto di dislivelli e chilometri. Le bellezze naturali da fotografare sono tantissime e spesso ci facciamo prendere dall'emozione del momento scattando parecchie foto, ma il tempo va avanti lo stesso, non si ferma con noi ed in men che non si dica, tra una collina e l'altra è quasi ora di pranzo. Convinco la ciurma a resistere per arrivare a Sottocolle, dove ci potremo sedere a mangiare e berci poi un buon caffè prima di ripartire.
Ci rimettiamo in cammino, la strada è ancora lunga ma i luoghi e la natura sono stupendi: passiamo per vegetazioni lussureggianti, boschi ricchi e panorami ampi, raggiungendo finalmente Sant'Alberto a pomeriggio inoltrato. Una piccola pausa ristoratrice, anche se è tardi ci vuole. Da qui occorre superare un ultimo colle per poi percorrere in quota una bellissima valle che ci porta al Colle Caprile, dove ci aspetta l'ultima lunga fatica della giornata, 4 Km di asfalto puro! Le mie povere ragazze sono stanche, ma si richiede un ultimo sforzo, con la promessa di una doccia rigenerante. Telefono a Sonia, la proprietaria del Rifugio Uscio, per avvisarla del nostro ritardo e mi rinquora dicendo che da dove siamo in poco meno di un'oretta siamo li. La determinazione delle mie seguaci è sempre forte e finalmente ci siamo alle 19.40 arriviamo a Uscio, ora ci aspetta una doccia rigenerante e la meritatissima cena.

ViadelSaleGruppo

Sabato, il risveglio è con i piedi doloranti per Ornella, la giornata precedente i suoi scarponi gli hanno dato un po' di problemi. Facciamo il punto della situazione, la tappa odierna è molto più corta ma non ci si può permettere di fare ritardi, si rischia di perdere il viaggio di rientro con i mezzi, inoltre con i piedi doloranti sconsiglio ad Ornella di intraprendere il cammino. Dopo colazione arriviamo alla decisione che tenterà di fare qualche passo con le scarpe di scorta e nel caso non ci siano cambiamenti raggiungerà Camogli in bus.

ViadelSale Nuvole

Dopo 20 minuti di cammino la prova per Ornella è superata, è una tipa tosta, i muscoli ora sono caldi e si può procedere a camminare a buon ritmo. Raggiunto il colle dei Casetti vediamo davanti a noi il percorso che ci porterà prima sulla cima del Monte Tugio e poi con una discesa decisa al Passo Spinarola. Superato il passo, entriamo in un bel bosco dove troviamo dei resti di antiche teleferiche e ci immaginiamo quanto laboriosa doveva essere questa zona. Ma il vero spettacolo che ci attende è quando usciamo dal bosco e ci troviamo sullo spartiacque che divide i due golfi: Il Golfo Paradiso con Santa Margherita Ligure ed il Golfo del Tigullio con Recco e nascosta dal promontorio Camogli. La giornata è bellissima e tersa, in lontananza notiamo ancora le cime delle Alpi Marittime e tutto il golfo di Savona e Imperia. Uno spettacolo, siamo immersi nella natura rigogliosa della Ligura con un panorama eccezzionale. Quanto è bella la nostra Italia!
Scattiamo un po' di foto a ricordo di questo bellissimo luogo e riprendiamo il cammino passando nei pressi del santuario del Caravaggio e successivamente arriviamo nei pressi di Ruta di Camogli. La fame avanza, ma lo spettacolo di Camogli vista dall'alto ci tira su gli animi e ci invita a scendere per mangiarci una ottima focaccia.ViadelSale Tigullio

Iniziamo ad incontrare persone, quindi significa che ormai siamo arrivati nella civiltà e giunti a Ruta ci aspettano una serie di gradini nei famosi Carugi, i vicoli tipici liguri, che ci porteranno direttamente alla spiaggia di Camogli.

Giunti a Camogli l'emozione è forte, la fine del trekking con la sua fatica è ampiamente ricompensata dalla bellezza del mare, dall'energia del sole e da una irrefrenabile voglia di mangiare una Focaccia, accompagnata da una buona birra consumate rigorosamente in spiaggia e con una giornata da cartolina. I nostri piedi, hanno avuto anche loro la meritata ricompensa con una bella immersione nelle acque del mare di Camogli!

Voglio ringraziare le partecipanti a questa bellissima avventura: Ornella, Annarita e Manuela. I miei complimenti per aver portato a termine il trekking.

ViadelSale Camogli

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