Una escursione attraverso la storia e la vita di un popolo alpino.

Otro Follu

USCITA DEL 26 GENNAIO 2014

Mi ritrovo con il mio gruppo di questa domenica, Bruno, Nadia e Cristina al bar ad Alagna per un caffè e le presentazioni. Nadia e Bruno sono alla loro prima ciaspolata e sono contento di fargli muovere i primi passi con le racchette da neve in Val d'Otro.

La giornata sembra assumere finalmente un carattere invernale, dopo un lungo periodo di temperature troppo miti per il periodo, nonostante le abbondanti nevicate in quota.

Ci incamminiamo lungo la bella mulattiera che ci porta in Val d'Otro. Le nuvole corrono veloci nel cielo azzurro, il vento in quota solleva colonne e nubi di neve creando suggestive immagini di severità e nello stesso tempo di paradisiaca bellezza, mentre la boscosa bastionata di roccia sopra di noi protegge il grazioso abitato di Alagna Valsesia dal forte vento. Questa mulattiera come tante altre su tutto l'arco alpino supera con vari tornati questo grande gradino roccioso che separa la Val Grande di Alagna Valsesia, con la più appartata valle laterale di Otro.

Prima di affrontare il tratto più ripido di questa facile escursione, parliamo un po' dei Walser, così intanto che lasciamo passare un gruppo numeroso di un CAI. Si discute sulla loro origine e sul loro modo di vivere, di come sono stati in grado, nonostante le avversità della montagna, a rendere produttivi dei terreni considerati impossibili.

Dall'alto del sentiero vediamo Alagna con le sue belle casette in legno dagli ampi loggiati dove un tempo i Walser usavano mettere il loro fieno a essiccare, contrapposte alle più moderne, alcune poco aggraziate, abitazioni per turisti. Oggi i loggiati non servono più al fieno, ma in estate ospitano vasi di fiori colorati rendendo Alagna ancora più bella.

L'aria è frizzante, ma la salita costante ci fa accaldare in fretta e ci togliamo le giacche per non sudare. Lungo il nostro cammino incrociamo diverse cappelle, erette nei secoli per devozione da parte delle famiglie del luogo, in genere come gratitudine ad una grazia o ad un buon raccolto, ma anche luoghi di sosta e di preghiera per gli interminabili viaggi dei pastori Walser.

Mano a mano che saliamo il bosco cambia aspetto, iniziano a comparire i faggi e gli abeti rossi per poi arrivare nella sua parte superiore dove troviamo i mitici larici. Il larice dal carattere forte è un albero dalle grandi proprietà, i Walser questo lo sapevano bene utilizzandolo come legno per costruire le loro bellissime case.

Il percorso finalmente diventa meno ripido e dopo pochi passi usciamo dal bosco e davanti a noi sia apre la bellissima vista della Val d'Otro. Il Corno d'Otro, la Cima del Forno ed il Corno Bianco, si mostrano in tutto il loro splendore, avvolti dal turbinio della neve trasportata dal vento. Lo stesso vento ci regala un gioco di nuvole e cielo azzurro che rende il paesaggio ancora più fiabesco.

Rimaniamo subito rapiti da tutta questa bellezza ed è anche ora di dare sfogo alle nostre macchine fotografiche, non ci siamo portati fino a qui il loro peso per lasciarle nello zaino! Bruno che è un Valsesiano Doc, ci racconta anche lui qualcosa della sua valle e guardando il Corno Bianco progetta di salirlo un giorno per ammirare dall'alto della sua cima il Monte Rosa e tutta la sua stupenda valle.Otro ZarSenni

Dato libero sfogo alle nostre macchine fotografiche, è arrivata l'ora di pranzo e quindi ci concediamo una bella pausa in una zona sufficientemente riparata dal vento, per mangiare i nostri panini. Siamo tra due case dove i tetti si sovrastano l'uno con l'altro, una tattica adottata da questa gente per evitare che la neve cadendo dai tetti si accumuli tra gli stretti vicoli.

Il vento non vuole smettere di soffiare, anzi sembra stia aumentando, quindi ci apprestiamo a visitare le altre frazioni, prese d'assedio oggi dal gruppo del CAI. Cerchiamo di salire verso Pianmisura, ma vediamo alcune persone tornare indietro dicendoci che c'è talmente tanto vento e neve da non riuscire a tenere aperti gli occhi, proviamo a salire quel tanto che ci fa desistere anche noi, troppo vento, meglio fare un dietro front. Tanto il vero spettacolo lo abbiamo davanti a noi, con le graziose case Walser e sullo sfondo il Monte Tagliaferro con la sua elegante cresta.

Passiamo per una rapida vista al forno del pane, che un tempo era condiviso dalla comunità. Da queste parti il pane si faceva due volte l'anno, e dopo alcune settimane diventava così duro che lo si poteva tagliare con l'ascia, come scrisse il famoso naturalista ed alpinista dell'epoca Horace-Bénédict de Saussure.

Ci accingiamo a scendere e per qualche minuto riusciamo a goderci la valle tutta per noi, il gruppone del CAI è già sceso e siamo rimasti quasi del tutto soli in questo meraviglioso luogo, che quasi come beffarci del nostro dover tornare giù, si mostra con un bellissimo sole ad illuminare la frazione di Follu. Il vento cala di intensità e iniziamo a sentire il cinguettio serale degli uccellini, mentre più in alto due aquile volteggiano sopra le cime di Otro.

Scendiamo felici della nostra bella giornata, ricca di cultura, natura e buona compagnia e ci concediamo un buon caffè al bar prima di salutarci.

I complimenti ai partecipanti per essere saliti fin lassù, nel regno Walser di Otro, e per aver ascoltato attentamente i miei racconti.

Otro Gruppo

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