FINE SETTIMANA AL TESTA GRIGIA E BIVACCO LATELTIN

Due giorni ricchi di natura, cultura e grandi panorami

Tgrigia smallQuando il gioco si fa duro il numero dei partecipanti si riduce drasticamente, ma occorre accontentare anche chi vuole qualcosa di più della semplice escursione! Sentire la fatica nelle gambe, ben 1.800 m in totale e qualche vertigine sono il prezzo da pagare per poter godere delle alte quote, degli incontri con gli animali e delle emozioni del tramonto, della stellata e dell’alba!

Questa è la sintesi dei due giorni passati in Val d’Ayas pernottando al confortevole e stranamente affollato bivacco Lateltin.

Siamo partiti con un cielo velato, ma tendente all’azzurro

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Fatica che fatica eccoci raggiungere le alture che ci fanno intravedere una piccola parte di panorama in un ambiente bucolico.

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La giornata è pressoché calda, ma per fortuna le lievi velature attenuano l’intensità del sole, mentre per alleviare la fatica alle nostre povere gambe che stanno macinando dislivello, facciamo brevi pause dove posso dare spazio a qualche mio spiegone aiutati da Francesco che è una vera enciclopedia sui toponimi valdostani e non solo.

Arrivati al colle, quando le fatiche sono arrivate a tre quarti del percorso, annuncio che potremmo vedere qualche stambecco ai piani alti verso il bivacco. Detto fatto, il qualche si trasforma in un vero e proprio branco!

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L’entusiasmo è a 1000 e per qualche minuto ci fa dimenticare la stanchezza, ma occorre riprendere a salire perché alle nostre spalle arriva un nutrito gruppo di ragazzi armati di sacco a pelo e in bivacco vige una regola: “Chi primo arriva meglio alloggia!” ma vige anche una seconda regola: “se possibile cerchiamo di starci dentro tutti”.
Raggiungiamo così dopo un’oretta la cresta del Testa Grigia e davanti a noi lo spettacolo ha inizio

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Finalmente raggiungiamo il bivacco!

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Facciamo una pausa in bivacco e prendiamo posto, così ci sistemiamo e alleggeriamo gli zaini per poi raggiungere la cima del Testa Grigia più agilmente e senza pesi inutili.

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Cala la sera e mi metto ai fornelli per preparare la cena! Non sarà da gourmet il risotto ai funghi liofilizzato ma la vista che abbiamo dalle finestre del bivacco sono a cinque stelle!

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Dopo mangiato, al calare del buio assieme a Francesco raggiungiamo la cima Pinter, poco sopra il bivacco, per scattare qualche foto notturna

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… e poi nanna perché l’indomani ci attende la salita in cima, al mattino presto, per assistere l’alba del nuovo giorno.
Il risveglio è sempre duro, ma quando hai un alba spettacolare che ti aspetta, raccogli le forze, ti rivesti ed esci al freddo del mattino a 3100 m!. Certo che camminare senza zaino sembra di volare ed in poco tempo raggiungiamo di nuovo la cima del Testa Grigia da dove la foto parla da sola

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I panorami spaziano su tutti i giganti delle alpi occidentali dal Gran Paradiso, al Monte Bianco al vicinissimo Monte Rosa per citarne alcuni. Restiamo in cima quanto basta per assistere la piena luce, ma i nostri stomaci reclamano la colazione e scendendo con cautela dai brevi passaggi attrezzati ma esposti torniamo al bivacco per bere un po’ di the caldo e mangiucchiare qualcosa. Prima di uscire occorre fare le pulizie e la sistemazione di rito del bivacco, fondamentale per rispetto del luogo, di chi lo ha costruito con tanta fatica e di chi verrà dopo di noi.
Scendiamo di nuovo al colle Pinter, dove lungo il percorso troviamo traffico intenso! Un gruppo numeroso di stambecchi ci accoglie lungo il sentiero, dove anche qui parte il mio spiegone sulla loro ecologia!

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La discesa ora avviene per un sentiero diverso passando attraverso i laghi Pinter, dove facciamo un bel pediluvio…

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poi attraversiamo un pendio di rocce rotte per raggiungere il bellissimo lago Perrin e poi giù percorrendo rigogliosi pascoli fino al piccolo e grazioso villaggio Walser di Mascognaz dove mangiucchiamo qualcosa ammirando le stupende case Walser ristrutturate. Percorriamo gli ultimi 200 m di dislivello e raggiungiamo la civiltà in quel di Champoluc dove il premio sarà una buona birra.
Complimenti alle “power girls” che hanno dimostrato di avere grande forza e soprattutto molta simpatia e allegria.

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