IL SOLE ALLA PUNTA DELLA LAURASCA

Escursione fortunata e soleggiata nel Parco Nazionale Valgrande

Laurasca 2717Quando ci sono cime da raggiungere gli interessati sono sempre tanti, ma quando ci si mettono in mezzo le previsioni poco convincenti allora il numero si riduce; Se poi aggiungi che ultimamente chi fa previsioni meteo piace fare titoli da apocalisse le presenze si riducono ad una manciata di poche persone.

Questa domenica abbiamo avuto la riprova che è sempre meglio tentare quando le previsioni parlano di instabilità.

Mi ritrovo con gli irriducibili della montagna: quelle persone che amano camminare, salire e godere della natura in tutte le sue manifestazioni, intendo sempre quelle platoniche!! Raggiunta Malesco ci troviamo nel mezzo dei preparativi di una gara di rally ma per fortuna riusciamo a parcheggiare per fare la nostra piccola e santissima pausa bar.

Abbandoniamo subito la civiltà motorizzata e ci portiamo nella verdissima Val Loana dove iniziamo a camminare sotto un bel sole e poche nubi sparse; L’aria è molto umida alla partenza e ci fa sudare “sette camice e un paio di mutande”! per fortuna, una volta raggiunta un po’ di quota una leggera brezza ci rinfresca permettendoci una salita più agevole.

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Saliamo con passo lento ma costante e in men che non si dica raggiungiamo l’Alpe Scaredi con la sua stupenda zona umida e il bivacco del Parco Nazionale Valgrande. Qualche nuvola inizia a scurirsi senza mai diventare temporalesca. Qui faccio qualche valutazione sulla possibile evoluzione del meteo e delle tempistiche e la mia “iper prudenza” mi porta a nutrire qualche dubbio, ma la cima è a soli 350 m sopra di noi quindi perché non tentare!? Così ripartiamo tutti per salire in cima alla Laurasca.

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Le nubi e le velature si fanno insistenti ma il panorama è sempre ben visibile, tanto che raggiunta la breve cresta che porta in cima vediamo la pianura padana dove si riesce a distinguere Milano, l’aeroporto della Malpensa e i laghi. I Novaresi cercano invece di scorgere il cupolone della Basilica di San Gaudenzio, ma con scarsi risultati, troppo basso e confuso tra il caos antropico. Verso nord il cielo è azzurro con solo qualche batuffolo bianco, un incanto!

Arriviamo tutti in cima e ci gustiamo il panorama superbo che abbiamo davanti ai nostri occhi. La cresta di confine con il Monte Rosa e i giganti del Vallese sono sotto la morsa di nubi che sembrano panna montata,mentre verso la pianura il cielo e velato ma ci lascia la visibilità fino alle grandi città. Sopra di noi il cielo e azzurro con il sole che va e viene. Tira una piccola brezza, ma non è fastidiosa e ci fermiamo a pranzare in cima, annusando finalmente un accenno di profumo d’estate.

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Nella discesa tento di portare il gruppetto a fare un anello percorrendo un sentiero a me sconosciuto, ma questa volta qualche nuvola più insistente e l’incognita dei tempi mi fa tornare sui miei passi. Poco importa perché abbiamo raggiunto anche un secondo passo. Oggi abbiamo già chiesto troppa grazia, inutile sfidare oltre la clemenza del Sig. Meteo. Difatti nella discesa verso Scaredi inizia a piovere pur avendo ampi spazi di azzurro, ma l’acquazzone dura giusto il tempo impiegato per metterci le giacche a vento e i copri zaini perché poi il cielo si apre di nuovo e ricompare il sole.

Buona parte della discesa sarà così: 2 minuti di sgocciolamento e poi sole! Ma alla fine la vince il sole ed una volta raggiunta la piana della Val Loana veniamo accolti dallo splendore delle mucche al pascolo. Rimettendoci le mezze maniche e sorseggiando una buona birra con annessa fetta di torta concludiamo la bellissima giornata tra i monti.

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