ESCURSIONE SUL MONTE CAUCASO

Sentieri selvaggi, incontri motorizzati e con quadrupedi,  ampie vedute.

MteCaucaso 0898Questo sottotitolo racchiude ciò che abbiamo vissuto in questa escursione di ripiego dalla neve marcia e dal meteo brutto. Il Venerdì antecedente l’escursione le previsioni meteo non lasciano scampo all’escursione in programma al Sempione: nubi compatte, temperature alte, pioggia alla partenza e nevicate in quota, visibilità nulla! Dove si può andare? Le previsioni davano tempo discreto in Liguria e tempo migliore al nord est ma quest’ultima risultava troppo lontano per una escursione in giornata. Cerco dunque una soluzione al problema, perché è sempre un peccato cancellare una domenica di escursionismo lasciando a casa le persone desiderose di camminare.

Nel mio repertorio di cimette liguri ce n’è una che conoscevo, che avevo salito “secoli” fa e che tra l’altro ha un rifugio aperto sulla sommità; Questa montagna ha accessi da diverse località, ma quella che ci permette di fare un dislivello degno di un escursionista è la salita da Neirone. Ricordo vagamente il sentiero di salita ed una cosa che mi è rimasta nella mente sono i rovi che si trovano nella parte iniziale del percorso ma siamo ad inizio stagione e la vegetazione è ancora bassa e poco fastidiosa.

Baldanzosi e allegri ci avviamo lungo le strette vie di Neirone, una località che in passato doveva essere sicuramente più attiva e vitale ma oggi si presenta silenziosa e in vistoso abbandono. Raggiungiamo i vecchi terrazzamenti di castagneti dove il sentiero a volte comodo e altre volte è nascosto dai rovi e dalla scarsa manutenzione. Mentre saliamo si sente in lontananza uno strano rumore, inizialmente pensavo a qualche cinghiale, ma dopo pochi istanti il rumore diventa chiaro e netto: sono motociclette! Speravamo fossero un paio di persone con la moto da trial, ma poi ci accorgiamo che è in corso una manifestazione di qualche moto club. Un tizio nei pressi del casolare ci informa che lungo il sentiero non è possibile passare perché lì devono passare le moto. Il problema è che queste persone stanno gareggiando su un sentiero escursionistico ed inoltre non c’era nessun avviso che informava della loro presenza. Questa persona ci invita a cambiare sentiero e a prendere un percorso alternativo che risulta però più lungo. Non mi piace discutere quando sono con clienti perché siamo qui per divertirci e passare una bella giornata nella natura, ma queste cose mi fanno partire gli emboli perché oltre a fare rumore e puzza, rovinano anche i precorsi che nessuno poi si preoccuperà di riassestare.

Prendiamo la deviazione che sulla mia mappa escursionistica non è segnata ma per fortuna lungo il sentiero ci sono delle indicazioni di un percorso per mountain bike. Non tutto viene per nuocere perché poco prima di raggiungere un colletto ecco apparire tre daini che corrono via veloci sull’altro versante. Quando raggiungiamo il colle dei daini non c’è più traccia… ma dei motociclisti sì! Per fortuna il loro percorso lascia subito il nostro sentiero, ma per quel poco ci siamo dovuti respirare i loro gas di scarico.

Dopo circa 40 minuti eccoci finalmente in cima e la musica cambia: panorami bellissimi sul Golfo Paradiso e sul Golfo del Tigullio, al centro vediamo il promontorio di Portofino con il suo meraviglioso parco naturale. Sul versante opposto sfila tutto il crinale del Monte Antola, mentre in fondo si vede il Monte Lesima che segna il confine con la Pianura Padana. Dei motociclisti c’è ormai un vago ricordo e ora ci sbizzarriamo in fotografie ai panorami e alle prime fioriture di Crochi, Denti di cane ed Erica;

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Pausa pranzo, caffè al rifugio e poi giù per un sentiero differente, tra l’alto a me sconosciuto ma ben segnato sulla mappa e lungo il percorso. Scendiamo lungo delle piccole poderali immersi nella stupenda faggeta non senza sorprese! Oggi d’altronde la giornata è piena di sorprese! Giunti a Corsiglia il percorso abbandona la strada per scendere direttamente a Neirone e noi ne siamo contenti.

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Peccato che questo tratto di sentiero è in completo abbandono, invaso dai rovi e in alcune parti addirittura distrutto da piccoli cedimenti del terreno. Però l’inconveniente viene subito ripagato dall’avvistamento di altri daini. A questo punto mi chiedo se sono i dani che portano sfortuna, oppure si beffano di noi che ci ingarbugliamo tra i rovi!

Complimenti a tutti i partecipanti che mi hanno seguito in questa escursione da avventura nella giungla.

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