CIASPOLMANGIANDO CON LA LUNA PIENA AL RIFUGIO CROSTA

Due giorni nella stupenda Val Divedro ospiti dell'accogliente Rifugio Crosta

160320 CrostaLunaPiena16Ciaspolare durante il giorno è bello: si ammira il panorama, si raggiunge la meta, una stretta di mano ai compagni di avventura e sul ritorno una sana bevuta in compagnia. Ma ciaspolare al calare della sera, arrivare in rifugio quando fa buio, gustarsi una ottima cena e poi uscire di nuovo a ciaspolare e ad ammirare il cielo e la luna è ancora più entusiasmante, se poi si aggiunge anche un alba mozzafiato direi che le emozioni sono indescrivibili.
Questo in sintesi quanto abbiamo vissuto in un fine settimana al Rifugio Crosta! Ma c'è molto di più: meteo perfetto, tante belle foto del nostro fotografo ufficiale Francesco Sisti, e l'ambiente e la natura della Val Divedro.

Questo fine settimana siamo in tanti, northwestrekker abituali e nuove conoscenze, che poi si scoprono avere amicizie in comune e così via. Uno dei risvolti positivi del lavoro di guida è proprio il contatto con le persone: si scambiano opinioni, si fanno esperienze e si cresce. Uno dei risvolti negativi del lavoro di guida è che se hai l'influenza con tanto di febbre e sei in giro due o più giorni non è una bella cosa. E’ incredibile come il nostro corpo reagisca in queste situazioni se si è determinati a continuare.

Ci troviamo a Varzo FS, l’abbiamo battezzata la “stazione fantasma” perché i treni lì non si fermano, uno dei tanti misteri dei trasporti pubblici italiani e dopo un caffè ed una piccola pausa al bar, cerchiamo di raggrupparci nelle auto e ci dirigiamo a Maulone da dove inizia il nostro cammino verso il rifugio.

Una volta scesi dalle auto ci domandiamo “Siamo venuti per ciaspolare, ma la neve dov'è?” Sembra incredibile ma tre giorni prima ne erano scesi circa 60 cm, e nel giro di due giorni e mezzo se ne andata via tutta consumando anche parte di quella vecchia; A causa di questo caldo anomalo ci siamo dovuti fare parte della salita con le ciaspole appese allo zaino.

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Poco importa, noi al Crosta ci andiamo lo stesso! ci sono tante altre cose belle che ci aspettano, così tra allunghi sulla strada, tagli di percorso su sentiero con qualche imprecazione da chi avrebbe preferito la più lunga ma comoda strada eccoci con un po' di ritardo al rifugio mentre il giorno lascia piano piano posto alla notte.

Ci diamo una sistemata e nel frattempo Francesco a tempo di record allestisce la sala per la proiezione fotografica. Ci presentiamo ufficialmente e iniziamo la proiezione e guarda un po', arriva un corale “oooh” appena appare la foto di una volpe dallo sguardo curioso. Gli animali selvatici hanno sempre un certo fascino e la loro visione ci rallegra. La presentazione fotografica è veloce, la pasta al forno e la zuppa sono pronti e abbiamo tutti una certa fame.

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Eccoci tutti pronti, forchette e cucchiai alla mano si aprono le danze: si inizia con della buona pasta al forno e una zuppa d'orzo rigenerante, per poi passare alla polenta accompagnata da fagioli, polpette di carne, carote lesse e un delizioso tortino di uova con le erbette il tutto accompagnato da del buon vino. Non possono mancare il dolce e il giro di amari e grappe. E ora? Cosa facciamo? Andiamo a dormire? Beh con una notte così limpida vogliamo non lasciarci scappare la luna piena?

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Usciamo dal rifugio e dopo aver calzato le ciaspole eccoci di nuovo in cammino, chi non ha mai camminato al chiaro di luna accende subito la torcia, ma prontamente gli comunico che non serve a nulla perché ci penserà la luna ad illuminare. Appena ci allontaniamo dal rifugio ecco apparire le nostre ombre proiettate sulla neve e davanti a noi le montagne ci appaiono luminose e ben visibili:  mentre camminiamo, veniamo rapiti dalla bellezza delle cose semplici  che questo paesaggio ci offre.

Raggiungiamo il piccolo alpeggio del Rono dove racconto un paio di leggende che ci  riportano ai tempi in cui streghe e draghi erano esseri considerati realmente esistiti. Oggi abbiamo testimonianze letterarie romantiche di queste credenze, ma un tempo le donne e gli uomini che erano considerati colpevoli di stregoneria venivano messi al rogo.

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Scattiamo una foto di gruppo con i fatidici “30 secondi fermi” di Francesco che ci fanno provare le brezza dell’immobilità al freddo della notte invernale e ci incamminiamo per tornare al caldo del rifugio.

A qualcuno piacerebbe vedere anche l’alba con i suoi colori e noi non ci tiriamo mica indietro! Sveglia alle 5.30 del mattino per uscire, calzare le ciaspole di nuovo e percorrere la strada che porta verso San Domenico per assistere alle prime luci del sole che illuminano le cime del Sempione e del Monte Leone. Lo spettacolo è unico ed una volta che il sole ha colorato le cime delle montagne, torniamo all’Alpe Rono per vedere il sole uscire dalle montagne e illuminare le cime degli alberi creando atmosfere uniche.

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Fa piacere vedere che la maggior parte delle persone che si sono impegnate ad alzarsi alle 5.30 del mattino fossero donne che hanno apprezzato questi regali della natura. Nel frattempo arrivano anche tutti gli altri e l’Alpe Rono diventa un modello da fotografare e ammirare assieme alla cornice di montagne che lo circondano.

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Facciamo colazione e dopo aver riposato un pochino ci prepariamo a scendere a valle per concludere i nostri due giorni. Vista l’ora propongo una visita ad uno degli orridi di Uriezzo per chiudere la giornata con altre meraviglie da conoscere e raccontare.

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