CIASPOLATA AL RIFUGIO PASTORE E NON SOLO

Una calda giornata invernale al cospetto della parete sud del Monte Rosa

PastoreRed 0002Siamo ormai a metà inverno e la neve si lascia molto a desiderare, l’ultima precipitazione nevosa risale ormai a due settimane e mezzo fa e le temperature, a parte la scorsa settimana, sono state piuttosto alte. Cercare della neve “ciaspolabile” è difficile e per trovarla occorre fare molta strada con le auto.

Per fortuna in alta Valsesia qualche dito di neve ricopre il vallone del Bors e delle Locce, quindi per questa domenica la ciaspolata è confermata. Dovevamo essere un bel gruppo pieno ma, tra malattie e impegni improvvisi ed inderogabili, siamo rimasti solo in 6.

Raggiunta Alagna, ci infiliamo subito al bar per la lauta colazione mentre il sole inizia a scaldare il nostro percorso. Alla partenza la neve è pochissima e non occorre calzare le ciaspole, tra qualche chiacchierata, tante risate e leggende walser raggiungiamo in men che non si dica il Rifugio Pastore. Sì ma le ciaspole?? Ce le siamo portate per non metterle? Vista la poca neve ed il rischio valanghe assente, ci dirigiamo verso il Rifugio Barba Ferrero per ammirare la sud del Monte Rosa in tutta la sua interezza. Qui la neve aumenta e si possono indossare le ciaspole. Durante il cammino i discorsi spaziano dal come fa un “cannone”a sparare la neve sulle piste a dove potrebbe spostare la neve un mezzo spalaneve in galleria e a quest’ultimo indovinello ci cascano sempre tutti!PastoreRed 0032

Entriamo in un bel bosco di larici, purtroppo in ombra, ma oggi il freddo è andato in vacanza quindi non si sta proprio male. A circa 15 minuti di cammino intravediamo l’ampia radura assolata con vista sul Monte Rosa dove ci fermiamo per la sosta del mezzogiorno e per contemplare la bellezza delle montagne. Qualche sci alpinista tenta di fare una bella discesa nel versante opposto e noi ci divertiamo a vedere le loro evoluzioni.
Ci siamo accoccolati molto al sole e siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma in discesa ci fermiamo lo stesso nei pressi di un pendio per fare la piccola caccia al tesoro promessa. Una rapida spiegazione di come avviene un autosoccorso in ambiente innevato e poi vado a nascondere un paio di apparecchi ARVA per fare la ricerca. Ci si diverte imparando e con qualche risata riusciamo a ripescare in poco tempo gli apparecchi nascosti.

Purtroppo è giunta l’ora di tornare e scendiamo verso valle passando per le famose caldaie del sesia, che non sono gli scaldabagni abbandonati dai valligiani, ma delle bellissime forre e marmitte scavate dal lungo e incessante lavoro dell’acqua e del ghiaccio.
Un’altra stupenda e divertente giornata sulla neve è passata, resta solo il dubbio sulle prossime ciaspolate vista la scarsità di neve e le temperature alte previste per i prossimi quindici giorni.

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