VIPERE COME RICONOSCERLE E COME COMPORTARSI

Una guida sul riconoscimento e sulle giuste norme di comportamento

AspisQuando si parla di “animali striscianti” più o meno tutti rizziamo i capelli! Retaggio culturale e molto probabilmente anche un aspetto poco gradevole i rettili hanno sempre suscitato paura più o meno a tutti. In italia esistono molte specie di quelli che comunemente chiamiamo serpenti, ma solo una piccolissima percentuale è velenosa. Se guardiamo in maniera globale nel mondo ci sono solo 300 specie velenose su 3500 serpenti! In italia ci sono soltanto 4 specie velenose, appartenenti alla famiglia delle Viperidi, e non sono presenti in tutte le regioni, la Sardegna è l’unica regione in cui le vipere non ci sono!

Qui trovi le specie velenose presenti nel nostro paese:

  • AspisLa Vipera aspis o vipera comune, è la specie maggiormente diffusa nel nostro paese. La si incontra maggiormente sulle Alpi e sugli Appennini dove predilige luoghi caldi e asciutti dal piano fino a quote superiori ai 2000 m; di indole mite, difficilmente attacca e fugge se disturbata. Morde solo se molestata o perchè percepisce una minaccia. Questo piccolo serpente non si sposta in genere oltre i 20 m² dalla sua tana.
  • MarassoLa Vipera berus o marasso palustre, si differenzia dalla aspis in quanto ha tre grosse squame sulla testa. E' una specie poco diffusa in Italia, la si può incontrare principalmente nel nord italia. E' considerata specie relitto delle passate glaciazioni. Rispetto alla vipera comune sopporta discretamente anche gli ambienti umidi, quindi è possibile incontrarla anche in zone non prettamente soleggiate e calde.
  • ViperaCornoLa Vipera ammdytes o vipera dal corno, si trova nelle Alpi Orientali. È poco aggressiva, ma al contrario delle specie a lei affini, il suo veleno è il più pericoloso e forte. Ha un singolare corno sulla parte superiore della bocca che la contraddistingue da tutte le altre specie di vipere presenti nel nostro paese. Specie rara nel nostro paese mentre rimane più presente in area balcanica e orientale dell'europa.
  • Vipera ursinii macropsLa Vipera ursinii, è specie autoctona del Gran Sasso, è la meno velenosa ed aggressiva è leggermente più chiara delle sue simili. La si riconosce perchè è più piccola e tozza delle specie affini. Di indole più tranquilla e rimane spesso nascosa. E' una specie in via di estinzione.

RICONOSCIAMO LA VIPERA!

La vipera è un serpente lungo meno di un metro (generalmente 40- 80 cm), di colore grigio-marrone, talora rossastro o giallastro, con una inconfondibile striscia a zig-zag sul dorso. La testa è triangolare ed è più larga del corpo, occhio a fessura verticale; presenta una coda che finisce sottile dopo il corpo cilindrico. Alcuni esemplari possono essere anche di colore molto scuro. Quando capita di incontrare un serpente lungo il cammino tendiamo a pensare subito alla vipera, ma non facciamoci prendere dal panico e anzi sfruttiamo l’occasione per osservarla senza disturbarla per imparare a conoscerla meglio e per affrontare questo incontro senza rischi. Ricordati, le vipere: non saltano e non scendono dagli alberi.Guarda i caratteri distintivi di questo animale.

Vipera Serpente 800x600

LA PERICOLOSITA’ DI UN EVENTUALE MORSO

La vipera è velenosa, ma il suo veleno in molti casi non è letale, soprattutto se si prendono determinate precauzioni in caso di morso. In genere diventa letale su soggetti deboli: anziani, persone con patologie debilitanti, cardiopatici, bambini piccoli, animali come cani e gatti.

La gravità dell’avvelenamento dipende anche dalla quantità di veleno iniettato; ed un individuo che attacca può anche mordere ripetutamente fino a scaricare del tutto le ghiandole velenifere. Tieni presente che il veleno è essenziale per la vita del rettile, quindi la vipera tende a non sprecarlo mordendo senza un motivo preciso. Per questo, in caso di morso, a volte si ha evidenza della sede di puntura, ma non c’è comparsa di sintomi!

Le parti del corpo che vengono morse nella maggior parte dei casi sono: mano, piede, polpaccio, arti inferiori e superiori; mentre i punti più pericolosi ma anche più rari sono il collo o la testa.

La gravità e la pericolosità di un morso variano secondo le seguenti principali situazioni:

  • sede del morso
  • tempo trascorso dal morso
  • temperatura ambientale (il caldo, per la vasodilatazione, facilita il passaggio in circolo del veleno)
  • attività svolta dalla vittima dopo il morso ( se la vittima inizia a correre aumenta il passaggio in circolo del veleno)
  • età del rettile (le vipere giovani hanno un veleno meno pericoloso).

Circa il 20% dei morsi di serpente sono morsi “secchi” in cui non vi è alcuna inoculazione di veleno.

COME RICONOSCERE IL MORSO

Il segno caratteristico è la presenza di 2 piccoli fori distanziati di 0,5-1 cm, più profondi degli altri, corrispondenti ai segni lasciati dai denti veleniferi.

Talvolta il morso può presentare anche altri segni: oltre ai fori dei denti veleniferi, infatti, può essere presente il segno lasciato dagli altri denti, molto meno profondo ed evidente.

Il morso di altri serpenti non velenosi, non presenta i due fori maggiori, ma il segno dell’intera arcata dentaria, a forma di V.

vipera

ATTENZIONE, potrebbe capitare che la vipera abbia perso un dente velenifero, oppure che il morso non sia andato a segno completamente e a fondo. In tal caso può essere presente un solo foro del dente velenifero.

SINTOMI ED EFFETTI DEL MORSO

Il veleno della vipera ha delle sostanze in grado di immobilizzare la preda per poi facilmente ingerirla e digerirla. Su un essere umano ovviamente questo effetto e decisamente minore, ma i sintomi principali sono i seguenti:

  • A pochi minuti dal morso si sente dolore e bruciore
  • Con il passare del tempo si forma un edema duro con eritema
  • La fase successiva è l’estendersi lungo tutto l’arto colpito di echimosi e bolle emorragiche

COME EVITARE DI ESSERE MORSICATI DA UNA VIPERA

L’incontro con una vipera non è un incontro così frequente, proprio perché è un serpente schivo, timido e pauroso. Di norma scappa prima che ci avviciniamo. La vipera morde solo se la disturbiamo, la molestiamo o la calpestiamo altrimenti lei se ne sta ben alla larga da noi!

Quando ci troviamo a percorrere sentieri con vegetazione alta, pietraie o mulattiere costeggiate da muretti a secco passiamo nei suoi luoghi di vita abituali. La primissima cosa da prendere in considerazione è quella di far vibrare il terreno circostante. I serpenti percepiscono le vibrazioni pertanto torna utile battere con i bastoncini il terreno per mettere l’eventuale strisciante in allarme. Se siamo in presenza di erba alta ogni tanto battiamo l’erba con i bastoncini prima di entrarci. Altri accorgimenti sono:

  • Scarponcini con collo alto e calze lunghe
  • Pantaloni lunghi in modo da proteggere il più possibile le parti più prossime al terreno.
  • Evitare di mettere le mani a terra o tra i sassi senza prima aver battuto con i bastoncini la zona.
  • Vicino a fonti o fontane in pietra controllare nei dintorni. spesso le vipere cercano zone al sole e dove ci sia acqua per abbeverarsi.
  • Evitare di sedersi vicino ai tronchi a terra e in zone ricoperte da foglie. Nel caso controllare bene prima di metterci i piedi.

COSA FARE IN CASO DI MORSO

Il siero antivipera non è più in commercio per vari motivi legati sia alla sua conservazione e sia alla sua elevata reattività in caso di allergie (shock anafilattico). Quindi la prassi più corretta è la seguente:

  • Attivare immediatamente i soccorsi (118), se il telefono non prende occorre che una persona vada ad avvisare i soccorsi mentre gli altri si premurano di dare le prime assistenze.
  • Tenere a riposo la vittima e tranquillizzarla
  • Sfilare anelli e bracciali, il gonfiore potrebbe creare complicanze
  • Disinfettare la lesione
  • Se la ferita è ad un arto occorre applicare una benda elastica alta circa 7-10 cm, e va disposta dal morso alla radice dell'arto (esempio dal polpaccio verso il ginocchio) e deve essere stretta a sufficienza per bloccare la circolazione linfatica verso la parte centrale del nostro corpo (la via attraverso cui il veleno entra in circolo). Verificare però che sia mantenuta la pulsazione arteriosa a valle della fascia per evitare la non circolazione del sangue con conseguenti cancrene. Non va assolutamente utilizzato il laccio emostatico. Successivamente si va ad immobilizzare l'arto con una stecca per evitare il movimento dell'arto durante il trasporto. La benda non va rimossa, ci penseranno i sanitari in pronto soccorso.
  • Se la ferita è al collo, alla testa o al tronco occorre applicare un cerotto elastico che comprima il più possibile la parte intorno al morso, per limitare l'entrata in circolo del veleno.

COSA NON FARE

  • Non agitarsi, questo potrebbe fare altrettanto alla vittima con il conseguente aumento di circolazione sanguigna e pressoria permettendo una più rapida circolazione del veleno e amplificandone gli effetti.
  • Evitare per quanto possibile che il paziente cammini, l’attività muscolare favorisce la diffusione del veleno. Se si è costretti a camminare perché si è in una zona impervia, ci si trova da soli e il telefono non prende, occorre muoversi senza eccessivo sforzo fino a quando si riesce a prendere la linea per chiamare i soccorsi (solo se si è da soli)
  • Evitare di rimuovere il veleno dalla sede di inoculo, attraverso l'incisione, la spremitura, la suzione o, in quanto il veleno entra in circolo per via linfatica e solo in piccolissima parte per via ematica.
  • Evitare l'applicazione del ghiaccio in quanto sussiste un rischio di ustioni o lesioni da freddo.
  • Non utilizzare assolutamente il laccio emostatico, in quanto una volta rimosso fa circolare in maniera rapida il veleno.
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