Abbigliamento meno fashion e più funzionale!

VestiarioCi sarebbe da scrivere un libro sull'abbigliamento più adatto per la montagna! Una volta, come raccontavano i veci alpini, si utilizzavano gli indumenti di scarto, quelli che non si indossavano più perché rotti o con macchie ormai indelebili. Si usavano i vecchi pantaloni in peltro, le camice di flanella e il maglione di lana con qualche buco. Qualche nostalgico del passato ogni tanto lo vedo in giro vestito in questo modo ma a parte l'aspetto vintage, che potrebbe affascinare il gentil sesso, ci sono molti svantaggi nel vestirsi in quel modo. La lana è un tessuto naturale eccezionale per la sue caratteristiche, ma purtroppo non può eguagliare il sintetico. Non è solo una questione di materiali, ma è anche una questione di vestibilità! la cara vecchia camicia di flanella tiene caldo, ma non potrà mai eguagliare la maglia leggermente aderente in capilene. Vuoi sapere perché? te lo spiego!

Il vestiario aderente o comunque non largo evita la dispersione del calore ed è come indossare una seconda pelle che ci darà una maggiore libertà di movimento. Inoltre gli altri vantaggi del vestiario sintetico sono l'elevata traspirabilità, si asciugano velocemente ed hanno un ingombro ridotto. Lascio alla tua immaginazione pratica i vantaggi che ti ho elencato sopra.

Una volta che ci siamo comprati tutti gli indumenti in tessuto tecnico, come li indossiamo? O meglio cosa ci mettiamo per ogni occasione: pioggia, vento, caldo, freddo, neve ecc…??

I capi che vi consiglio tenere nel vostro armadio della montagna:

  • Magliette intime in tessuto tecnico, leggero per l’estate in capilene per l’inverno.
  • Micropile
  • Micropile windstopper smanicato, utile nelle mezze stagioni ed in estate o come strato aggiuntivo al micropile in inverno.
  • Softshell, una via di mezzo tra la giacca a vento ed il pile, molto utile e versatile in tutte le stagioni.
  • Giacca a vento in goretex, di norma la lascio nello zaino, ma è indispensabile in caso di pioggia o forte vento.
  • Calze in tessuto tecnico, sono costose ma vi garantisco che vi salvano i piedi nelle escursioni più impegnative. Ovviamente devono essere accoppiate ad un buon scarpone.
  • Guanti e cappellino, consiglio di prenderli comodi ed anch’essi in tessuto sintetico.

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La regola fondamentale è quella di vestirsi sempre a “cipolla”, non nel senso letterale della parola, ma di indossare vari strati di vestiario: dal più leggero a contatto con la pelle, al più pesante ed isolante all’esterno. Questo ci permetterà di togliere uno strato di vestiario mano a mano che l’ambiente o il nostro corpo si scaldano. Questo discorso vale sia in estate e sia in inverno, con gli opportuni adattamenti che vi spiego nel dettaglio.

Inverno: Per affrontare una escursione invernale, occorre essere ben equipaggiati e mediamente coperti. Le temperature, soprattutto in quota, possono essere molto rigide quindi occorre coprirsi adeguatamente. Non dimentichiamoci però che non appena iniziamo a camminare inizieremo anche a sudare. Torna quindi utile la regola della “cipolla”! Se indossiamo una maglietta intima aderente in capilene, un pile, uno smanicato e la giacca a vento (o softshell), siamo adeguatamente vestiti per affrontare una classica ciaspolata.  Può essere utile anche un piumino, ma è molto ingombrante e rischiate poi di fare la sauna, inoltre la maggior parte non sono anti-vento. Al mattino il freddo pungente, ci toglie ogni desiderio di togliere la giacca a vento e persino di uscire dalla macchina. Ovviamente tutta questa sensazione di freddo sparirà dopo i primi passi. Quando avremo iniziato a camminare a pieno regime, spesso arriva l’esigenza di togliere uno strato di vestiti, quindi il primo indumento che riporremo nello zaino sarà la giacca a vento. In inverno capita anche di arrivare a togliersi persino il pile! Non dimentichiamoci che la neve riflette i raggi del sole ed amplifica il calore, quindi è probabile che nelle ciaspolate di Marzo si potranno godere le prime giornate in maniche corte, nonostante tutto intorno  a noi ci sia la neve.

Estate: In estate il problema del vestiario è differente, ma in linea di massima le stesse cose che utilizziamo in inverno saranno probabilmente usate anche nella stagione calda. Ovviamente non partiremo vestiti come in inverno, al massimo se siamo in quota si utilizzerà il pile. Ma è buona norma avere sempre con se un micropile, un micropile smanicato, e la giacca a vento nello zaino. Soprattutto in quota può capitare che cambi il tempo o semplicemente le nuvole coprono il sole e arriva l’esigenza di coprirsi.

Un consiglio che posso dare è quello di non partire troppo coperti, a meno che non ci sia vento o aria fredda. In inverno specialmente si tende a coprirsi all’inverosimile, per poi fermarsi dopo una mezz’ora sudati con la necessità di spogliarsi. Questo è il momento in cui prenderemo il classico colpo d’aria! E’ meglio invece, un attimo prima di partire, togliersi già lo strato più esterno e pesante e partire più leggeri. Ci scalderemo subito strada facendo e nello stesso tempo non suderemo dopo pochi minuti. Altra cosa importante in qualsiasi stagione è quella di cambiarsi la maglia, se sudata, una volta giunti in cima o prima di una lunga pausa come il pranzo.

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